MESSAGGI OSSESSIVI A UNA TERAPISTA, DISPOSTO RICOVERO PER UN 46ENNE
Messaggi ossessivi a una terapista: disposto il ricovero per un 46enne di Sulmona
SULMONA – Aveva trasformato quella che per lui era sembrata una semplice disponibilità umana in una vera e propria ossessione, arrivando a tempestare una tecnica della riabilitazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila con messaggi, poesie e continue richieste di incontro. Per questo la squadra anticrimine del commissariato di polizia di Sulmona, diretto dal vice questore Rosa D’Amelio, ha eseguito un provvedimento disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Giulia Colangeli, che ha applicato la misura di sicurezza del ricovero in una struttura specializzata nei confronti di un 46enne residente nella città ovidiana.
La vicenda risale allo scorso anno, quando l’uomo, durante un ricovero nell’ospedale aquilano, aveva conosciuto l’operatrice sanitaria iniziando a confidarsi con lei e a scambiare qualche parola. Un atteggiamento che il 46enne, affetto da problematiche di natura psichiatrica, avrebbe però frainteso, sviluppando un forte coinvolgimento nei confronti della donna.
Secondo quanto emerso dagli atti, la tecnica della riabilitazione sarebbe stata raggiunta da continui messaggi dal contenuto insistente e “venerante”, con cuori, poesie e richieste di incontri. Non si sarebbero verificati episodi di violenza fisica, ma il comportamento ossessivo avrebbe spinto la donna a rivolgersi all’autorità giudiziaria, anche perché costretta a modificare le proprie abitudini di vita. L’uomo avrebbe inoltre contattato telefonicamente il compagno della professionista.
Un primo stop era arrivato dopo l’avviso di garanzia, che aveva momentaneamente interrotto i contatti. Tuttavia, nello scorso mese di marzo, il 46enne avrebbe ripreso a inviare messaggi alla donna.
Per questo il gip del tribunale dell’Aquila aveva inizialmente disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Sulmona, accogliendo la richiesta della procura e fissando un incidente probatorio. La nuova perizia psichiatrica eseguita nel corso del procedimento avrebbe confermato l’incapacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dei fatti, oltre all’incapacità di stare in giudizio e a un residuo di pericolosità sociale.
Alla luce di tali conclusioni il giudice ha disposto il ricovero del 46enne in una struttura sanitaria specializzata. Gli ispettori dell’anticrimine sulmonese hanno quindi eseguito il provvedimento trasferendo l’uomo in un centro del teatino.
Il 46enne, assistito dall’avvocato Stefano Michelangelo, dovrà comparire il prossimo 11 maggio davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.




