CARLO D’ANGIÒ SIGILLA IL SIGILLO CIVICO
6 maggio 1279
CARLO D’ANGIÒ SIGILLA IL SIGILLO CIVICO
di Fabio Valerio Maiorano
Fedele agli Svevi, che l’avevano elevata a capoluogo degli Abruzzi e le avevano concesso importanti privilegi, Sulmona fu punita e ridimensionata pesantemente dagli angioini dopo la vittoria sul giovane Corradino nella battaglia dei Piani Palentini; anzi, l’Univer-sitas venne privata perfino dell’antico sigillo, simbolo primario di libertà comunale e di autonomia. Con decreto del 6 maggio 1279, infatti, re Carlo d’Angiò ordinò che tutte le università, città, castelli, casali e ville del regno inviassero i propri sigilli ai Giustizieri delle province affinché fossero distrutti; il sovrano, inoltre, impose che gli atti pubblici e privati dovessero essere sottoscritti esclusivamente dai giudici e dai notai di nomina regia. Fu l’atto autoritario che soppresse in modo definitivo ogni residuo di libertà comunale, ogni anelito di autonomia. La Città e l’Universitas di Sulmona riottennero il sigillo civico 130 anni più tardi, con diploma reale del 2 settembre 1410 firmato da Ladislao II, figlio di Carlo III d’Angiò (ramo di Durazzo) e di Margherita di Durazzo.




