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TOPI E RODITORI. IL VIRUS CHE NON GUARDA IL CONTO IN BANCA

di Marco ZambianchiĀ 
PARMA – Questa storia ĆØ stata come un campanello d’allarme che suona in silenzio, proprio quando pensiamo di essere al sicuro. La moglie di Gene Hackman, Betsy Arakawa, se n’è andata cosƬ, a 65 anni, nella loro bella casa di Santa Fe, in New Mexico. Non ĆØ stata una malattia da vecchiaia o un malanno prevedibile: ĆØ stato l’Hantavirus, un virus feroce che ti riempie i polmoni di liquido come se qualcuno avesse aperto una diga dentro al petto.
Gene ĆØ morto pochi giorni dopo per problemi di cuore e Alzheimer, ma lui non l’aveva preso. Lei invece sƬ, e in pochissimo tempo quel virus l’ha portata via.
Pensate a questo virus come a un nemico invisibile che viaggia sulle ali della polvere. Non ĆØ un germe qualsiasi che nasce dalla sporcizia visibile, no. Vive dentro i topi e i roditori selvatici, che lo buttano fuori con urina, feci e saliva. Quando questi escrementi si seccano e qualcuno – anche solo passando o pulendo – solleva la polvere, quel virus diventa una nebbia assassina che respiri senza accorgertene. ƈ come se il topo fosse una piccola bomba biologica silenziosa: non esplode, ma lascia in giro mine invisibili che possono scoppiare settimane dopo.
La cosa che fa più paura è proprio questa: Betsy e Gene erano persone agiate, vivevano in una casa di valore, in una zona bella ma isolata tra le montagne. Eppure il virus è entrato lo stesso. Perché? Perché basta un solo nido nascosto in soffitta, in garage o tra le travi. I roditori cercano riparo proprio dove meno ce lo aspettiamo, anche nelle case più curate. È come credere di avere un castello con le mura alte e scoprire che un minuscolo serpente è passato da una fessura che nessuno aveva visto.
E qui viene l’analogia che dovrebbe farci drizzare i capelli: proprio in questi giorni si parla di un focolaio dello stesso virus su una nave da crociera di lusso, la MV Hondius, con morti e malati tra passeggeri benestanti. Pensateci: una nave costosa, con tutti i comfort, eppure i topi ci sono entrati, probabilmente nelle stive o con i rifornimenti. Hanno lasciato i loro ā€œregaliniā€ invisibili e, durante le pulizie o i movimenti, la polvere infetta ha fatto il resto. Ricchi in casa di montagna, ricchi sulla nave di lusso: il virus non guarda il conto in banca. Colpisce dove trova roditori, punto e basta.
ƈ come se la vita ci stesse sussurrando un avvertimento antico: la ricchezza compra molte protezioni, ma non compra l’invisibile. Non compra la garanzia assoluta contro ciò che striscia nei muri o si annida negli angoli bui. Dire ā€œa me non capiterĆ  maiā€ ĆØ come guidare senza cintura perchĆ© tanto non si ha mai avuto un incidente. Poco saggio. Molto più saggio ĆØ tenere gli occhi aperti, pretendere pulizia vera, far controllare periodicamente la casa dai professionisti, sigillare ogni crepa, buttare via i rifiuti che attirano animali, non lasciare cibo in giro. ƈ curare l’igiene come si cura un giardino: non basta tagliare l’erba una volta, bisogna stare attenti ogni giorno alle erbacce che spuntano.
Alla fine questa tragedia ci ricorda una veritĆ  semplice e un po’ amara: siamo tutti più fragili di quello che pensiamo. Il mondo ĆØ pieno di pericoli silenziosi che non rispettano status o portafoglio. Meglio vivere con un pizzico di sana preoccupazione, quella che ci spinge a proteggere meglio i nostri spazi e le nostre famiglie, piuttosto che fingere che il pericolo sia sempre lontano. PerchĆ© a volte entra dalla porta di servizio, senza bussare, proprio quando crediamo di essere al riparo.

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