IL CAMMINO DI CIRO PACE: QUARTO GIORNO DA PIEDILUCO A MARMORE
QUARTO GIORNI DEL CAMMINO DI CIRO VERSOASSISI. DA PIEDILUCO A MARMORE (04-05-2026)
di Mauro Cianfaglione
Questo quarto giorno si apre col calore del solo già dalle prime luci. Unico neo…un bar dove fare colazione. Tutto chiuso ma…niente paura, il metabolismo di Ciro riesce ad adeguarsi alle situazioni nuove. Ne soffre solo il gusto, il piacere di consumare un buon cornetto caldo accompagnato da un buon cappuccino. Poco male…la cascata lo aspetta. Così Ciro, accompagnato dal suono dell’acqua fresca del Fiume Velino riprende l’escursione. Un tranquillo camminamento lungo l’argine del canale che, silenziosamente ma con costanza, alimenta una delle opere idrauliche più spettacolari d’Italia. Il sentiero è semplice, quasi meditativo: a sinistra l’acqua scorre, a destra la vegetazione si apre a scorci sempre più ampi.
Il viaggio di Ciro Pace verso AssisiIl viaggio di Ciro Pace verso Assisi
Oggi c’è stato molto da vedere a livello culturale. Infatti, dopo la camminata piacevole, Ciro ha il Belvedere Superiore della Cascata delle Marmore. Qui il panorama si impone senza mezze misure: la Cascata delle Marmore precipita con i suoi 165 metri complessivi, un salto poderoso che racconta una storia antica, iniziata già con il Cavo Curiano. Fermarsi qualche minuto è inevitabile, non solo per osservare, ma per sentire la forza dell’acqua che riempie l’aria. Lasciato il fragore della cascata, il percorso si è addentrato nel Parco Fluviale del Nera, entrando nella suggestiva Valnerina. Qui il ritmo cambia: il sentiero è stato più naturale, immerso tra salici e pioppi, con tratti ombreggiati e scorci sul fiume Nera. È una camminata che invita a rallentare, ad ascoltare il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie. Così, in questo paradiso silenzioso, ha proseguito lungo la valle da dove si intravedeva già, arroccato su un pendio, il borgo di Castel di Lago. Lo ha raggiunto dopo aver percorso una breve salita, ma la “fatica” è stata ricompensata dalla sua struttura compatta e difensiva, tipica degli insediamenti medievali che controllavano la valle sottostante. E , finalmente, tra le sue pietre, Ciro è arrivato all’ex Convento di San Francesco, silenziosa testimonianza della presenza francescana tra il XIII e il XVI secolo. L’ultima parte dell’escursione lo ha condotto verso il Borgo di Arrone, uno dei centri più affascinanti della zona. Entrando nel quartiere medievale “La Terra”, ha camminato tra vicoli stretti e archi in pietra simili al più vecchio rione pratolano, ed ha raggiunto la Torre degli Olivi, simbolo del borgo e punto perfetto per chiudere il viaggio con uno sguardo dall’alto. Oggi l’escursione ha permesso di unire ancor più natura e religiosità, con quel pizzico di storia che aiuta ad aumentare le conoscenze: dall’acqua che scorre disciplinata, ai borghi che raccontano secoli di vita lungo la valle, alla religiosità del cammino, la fede è aumentata… passo dopo passo.



