CRISI VALLE PELIGNA: LA MINORANZA CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO APERTO
Crisi nella Valle Peligna, la minoranza chiede un consiglio comunale straordinario aperto
Un consiglio comunale straordinario e aperto per affrontare quella che viene definita una vera e propria emergenza occupazionale e industriale. à la richiesta avanzata dai consiglieri comunali di minoranza del Comune di Sulmona, che accendono i riflettori sulla situazione sempre più critica della Valle Peligna.
Alla base dellāiniziativa, spiegano i firmatari del comunicato, cāĆØ anche quella che viene giudicata una Ā«grave e ingiustificata inerziaĀ» da parte del presidente del consiglio comunale e del sindaco, accusati di non aver dato seguito alle sollecitazioni provenienti dalle organizzazioni sindacali. Un atteggiamento che la minoranza definisce Ā«politicamente irresponsabile e istituzionalmente inaccettabileĀ», soprattutto alla luce del grido dāallarme lanciato dal mondo del lavoro.
Nel documento si sottolinea come, negli ultimi anni, la Valle Peligna sia stata investita da una crisi strutturale che ha colpito settori strategici, a partire dallāautomotive, con effetti a catena su aziende e indotto. A questo si aggiungono le incertezze che gravano su importanti realtĆ produttive locali e il rischio concreto di nuove perdite occupazionali.
Per questo motivo, i consiglieri di opposizione ritengono non più rinviabile un confronto istituzionale «serio, stabile e operativo». Da qui la richiesta di un consiglio comunale aperto, capace di coinvolgere tutti i livelli istituzionali: dai Comuni della Valle Peligna alla Regione, fino al Governo e ai parlamentari, insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni datoriali.
Lāobiettivo, si legge ancora nel comunicato, ĆØ duplice: fare chiarezza sullo stato reale della crisi e sugli impegni assunti finora, ma soprattutto costruire una strategia condivisa e immediatamente operativa per la tutela dellāoccupazione e il rilancio produttivo del territorio.
Tra i punti centrali indicati dalla minoranza cāĆØ lāattivazione di un tavolo istituzionale permanente e lāavvio dellāiter per il riconoscimento della Valle Peligna come āArea di crisi industriale complessaā, passaggio ritenuto fondamentale per ottenere risorse straordinarie e strumenti adeguati di politica industriale.
Ā«Di fronte a una crisi di questa portata ā concludono i consiglieri ā non ĆØ più tempo di rinvii, silenzi o scelte di comodo. Serve assumersi responsabilitĆ chiare davanti ai cittadini e ai lavoratori che non possono più essere ignoratiĀ».
Il documento è stato diffuso oggi, 5 maggio 2026, e riapre con forza il dibattito politico e istituzionale su una delle vertenze più delicate per il futuro economico e sociale del territorio peligno.





Chiacchiere solo chiacchiere sono anni che questa Valle sta alla frutta per la moria di posti di lavoro.Alternative non se ne vedono la popolazione residente cala ed invecchia.i giovani sono costretti ad emigrare e soprattutto perdiamo la meglio gioventù.
Ricordo benissimo quando a Sulmona funzionavano benissimo le caserme sempre piene di ragazzi che, con la leva militare allora in obbligo, affollavano la nostra cittĆ . Oltre a vedere tanta gioventù, portavano anche dei soldini. Le ronde sguinzagliate tenevano a bada quelli un po’ più… agitati e si stava bene. PerchĆ© non insistere con lo Stato e fare di Sulmona, oltre al turismo da non buttare via, anche una cittadella di addestramento per militari visti anche questi venti di guerra che agitano il mondo? Oggi c’ĆØ il volontariato ma ĆØ la stessa cosa, pressappoco. Niente fabbriche, abbiamo giĆ dato. Si potrebbe iniziare cosƬ, Il comune spalleggiato da qualche politico che abbia voce può benissimo fare qualche proposta a chi di dovere. Siamo alla canna del gas … Ho tre figli che ad uno ad uno sono andati via per lavoro e questo proprio non lo perdono a chi li ha messi in queste condizioni.
Scusate correggo la firma del post precedente… Roberto non Riberto.