CONGRESSO REGIONALE UIL: SANITA’ E AREE INTERNE AL CENTRO DEL DIBATTITO. DOMANI ARRIVA BOMBARDIERI
MONTESILVANO – Al via questa mattina al Grand Hotel Adriatico di
Montesilvano il XII Congresso regionale della Uil Abruzzo. Sanità, aree interne,
occupazione e infrastrutture nella relazione di apertura del congresso presentata del
segretario regionale uscente Michele Lombardo. Atteso per domani l’intervento del
segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri che parlerà alla platea dei 309 delegati
sindacali che si sono riuniti per delineare le linee future del sindacato confederale
abruzzese e per eleggere i nuovi organismi statutari.
La tutela della salute e la creazione di modelli organizzativi capaci di garantire
prossimità, continuità assistenziale ed equità al centro del dibattito del sindacato
abruzzese, che ribadisce in occasione del congresso il disavanzo economico di circa
83 milioni di euro di passivo per le spese che riguardano il settore della sanità e la
carenza del personale. “Nel 2024 la spesa sanitaria pro-capite è stata di circa 1.830
euro, contro la media nazionale di 2.050 – ha ribadito Michele Lombardo nel suo
intervento -. Le differenze territoriali sulle prestazioni sanitarie pubbliche sono molto
forti: per esempio in provincia dell’Aquila il numero dei medici di base per abitanti è
inferiore del 20% rispetto a quello di Pescara. Inoltre, i dati Gimbe osservano un
altissimo ricorso alla mobilità passiva, oltre 160.000 abruzzesi si curano fuori regione.
La nostra visione per il futuro della salute pubblica è chiara: è tempo di superare la
frammentazione attuale per approdare a una Asl unica regionale e avviare un piano
straordinario di assunzioni per medici, infermieri e personale paramedico. Solo così si
potranno ridurre i costi di gestione indiretta per liberare risorse da investire
direttamente nei servizi sanitari e garantire gli stessi standard assistenziali in ogni
angolo del territorio”.
Un Abruzzo a due velocità è il quadro che emerge, secondo il sindacato abruzzese,
analizzando la crisi che investe le aree interne, caratterizzate da un preoccupante
spopolamento e da un tasso di disoccupazione che supera il 12%,.
Per il segretario Lombardo: “Bisogna abbandonare, una volta per tutte, le tendenze
campanilistiche e assumersi tutti, nessuno escluso, le responsabilità decisionale,
creando un vero e proprio patto regionale dove gli attori istituzionali, le parti sociali,
le università, il sistema creditizio e finanziario, partecipano ai processi decisionali
senza subirli. Per combattere lo spopolamento serve un piano di investimenti
massiccio volto a potenziare la rete ferroviaria e digitale, oltre il 40% dei comuni
dell’Abruzzo interno è carente di fonti digitali, migliorare i trasporti, preservare i
presidi scolastici che già vedono una flessione di circa 3800 iscritti a livello regionale
per il prossimo anno, lavorare per salvaguardare il patrimonio industriale presente,
promuovere nuove economie di scala legate al turismo sostenibile, attivare percorsi di
agevolazioni fiscali e facilitare l’accesso al microcredito. Tutto ciò ha bisogno di un
piano di sviluppo straordinario che può essere sostenuto indirizzando una parte dei
fondi strutturali della programmazione 2021-2027, che complessivamente
ammontano a oltre un miliardo di euro”.
L’Abruzzo è ancora oggi la settima regione italiana per presenza e capacità
industriale, ma è evidente la presenza di una crisi che parte dal settore
dell’automotive, che tuttora conta l’78% della forza lavoro. L’elevato costo
energetico, la riduzione degli investimenti su ricerca e sviluppo, il ritardo strutturale
degli investimenti nelle infrastrutture, il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali
negli anni 2024/2025, ha posto l’intero settore in una condizione di oggettiva
difficoltà. “Il lavoro che abbiamo fatto tra le parti sociali e l’assessorato allo sviluppo
economico della Regione Abruzzo, è stato importante per mettere in sicurezza il
patrimonio industriale – ha spiegato Michele Lombardo – ma dobbiamo sviluppare più
capacità di innovazione tecnologica, governando questa lunga fase di transizione.
Chiediamo che venga istituito un fondo regionale dedicato a finanziare la formazione
specifica dei lavoratori per sostenere una maggiore diffusione culturale
sull’innovazione. Inoltre, bisogna accompagnare e tutelare la micro e piccola impresa,
che rappresenta l’83% dell’ossatura produttiva, per vincere le sfide poste
dall’intelligenza artificiale. Salvaguardare i livelli occupazionali è per noi di vitale
importanza, soprattutto in una fase in cui il mercato del lavoro regionale è in chiar
scuro”. Se da un lato il dato degli occupati è positivo, il tasso di disoccupazione
giovanile si attesta intorno al 28%, i contratti a termine sono circa il 74% delle nuove
assunzioni con una durata media che va dai 6 ai 12 mesi. Il ricorso al part time
involontario, inoltre, riguarda il 18% dei neoassunti e il reddito medio annuo si aggira
attorno ai 18.000 euro lordi. “Per questo – ha aggiunto Lombardo – la lotta contro la
precarietà ed il lavoro povero deve diventare una priorità nell’agenda regionale e
come sindacato ci siamo impegnati nel partecipare alla redazione della nuova legge
regionale sul lavoro”.
Altro fattore decisivo per lo sviluppo regionale è il sistema delle infrastrutture e dei
trasporti. “Positivo il risultato dell’aeroporto d’Abruzzo, che supera il milione di
passeggeri – ha commentato il segretario regionale uscente – criticità invece per la
A14 e per la scarsa attrattività dei porti. È necessario sollecitare l’Autorità portuale di
Ancona per potenziare gli scali di Giulianova, Pescara, Ortona e Vasto e intervenire
sulle infrastrutture trasversali con il raddoppio e la velocizzazione della Roma-
Pescara, lo sviluppo dell’Interporto d’Abruzzo a Manoppello e del centro merci della
Marsica. L’Abruzzo deve diventare cerniera tra Adriatico e Tirreno, oltre che tra Nord
e Sud del Paese”.
Infine, un appello ad una nuova e più responsabile gestione delle risorse idriche in
Abruzzo: “Chiediamo alla Regione una proposta per ridurre drasticamente il numero
dei gestori, uno o due al massimo a livello regionale. Per la Uil non può esserci
nessuna privatizzazione, l’acqua è un bene primario e la sua gestione deve restare
pubblica. Siamo pronti a dare battaglia contro ogni ipotesi di bando per la cessione a
privati”.
Domani la giornata conclusiva del congresso con l’intervento del segretario generale
Uil Pierpaolo Bombardieri e il rinnovo degli organismi statutari.



