ZECCHE: BOMBE A OROLOGERIA; ISTRUZIONI PREZIOSE PER EVITARE I LORO MORSI
di Marco Zambianchi*
PARMA – Le zecche sono come minuscoli vampiri silenziosi che se ne stanno appostati tra lāerba alta, pronti a saltarti addosso come ladri nel buio. Sono aracnidi, non insetti, con otto zampette e vivono succhiando sangue da chiunque passi: animali, uccelli, e purtroppo anche noi. Il loro ciclo dura anni, ma quando fa caldo umido ā soprattutto dalla primavera allāautunno ā diventano un incubo vero, appesi alle foglie come piccole mine pronte a esplodere sul tuo corpo.
E il vero terrore ĆØ che non ti accorgi quasi mai del morso, perchĆ© iniettano una specie di anestetico che ti addormenta la pelle. Non ĆØ il morso in sĆ© il problema, ĆØ quello che ti lasciano dentro: batteri e virus che girano nel loro stomaco come veleni pronti a riversarsi nel tuo sangue. In Italia siamo pieni di queste bestiacce, soprattutto nel Nord-Est e ogni anno centinaia di persone finiscono male con la borreliosi di Lyme o peggio, con lāencefalite da zecca. I numeri ufficiali sono giĆ preoccupanti, ma tanti casi passano sotto silenzio perchĆ© i sintomi iniziano piano, come un temporale che arriva lento e poi ti travolge. Immaginate un nemico invisibile che ti si annida dentro e dopo settimane o mesi ti regala eritemi che si allargano come macchie di petrolio, febbri, dolori alle articolazioni, problemi al cuore o al cervello. Ć come avere una bomba a orologeria sotto la pelle.
La stagione più rischiosa ĆØ la primavera-estate, quando queste creature si svegliano affamate e trasformano boschi e sentieri in campi minati. Un solo morso e rischi di portarti a casa unāinfezione che può cambiarti la vita. Per questo dobbiamo vivere con la dovuta attenzione addosso: meglio vestirsi come se si andasse in guerra, con pantaloni lunghi infilati nei calzini, maglie a maniche lunghe, abiti chiari per vederle subito, come spie che si nascondono.
State lontani dallāerba alta e dai cespugli, camminate al centro del sentiero come se fosse lāunica strada sicura in mezzo a un territorio nemico. Usate repellenti forti, controllatevi tutto il corpo appena tornate a casa ā ascelle, inguine, dietro le ginocchia ā perchĆ© una zecca attaccata ĆØ come un parassita che scava un tunnel verso il vostro sangue.
E se ne trovate una attaccata, per lāamor di Dio non fate idiozie: niente alcol, olio, fiammiferi o schiacciarla come un acaro qualsiasi. Sarebbe come strizzare una spugna piena di veleno e farla rigurgitare tutta dentro di voi. Prendete pinzette fini, afferratela vicinissima alla pelle e tirate piano, con calma disperata, come se steste disinnescando una bomba. Poi disinfettate e tenete dāocchio la zona per settimane, perchĆ© il pericolo non finisce lƬ.
Se arrivano i sintomi, gli antibiotici possono salvare la situazione per la Lyme se li prendete in tempo, ma per lāencefalite da zecca cāĆØ solo da sperare e curare i sintomi. Esiste un vaccino contro la TBE, grazie al cielo, ma non copre tutto il resto: ĆØ come avere un giubbotto antiproiettile che protegge solo da un tipo di pallottola mentre ce ne sono altre che volano. Insomma, queste zecche ci stanno rendendo la vita allāaperto un incubo sempre più grande. Meglio vivere con questa paranoia salutare, controllare tutto, proteggersi ossessivamente, perchĆ© un morso sottovalutato può trasformarsi in un rimpianto che dura anni. State attenti, per favore, ĆØ roba seria.
*Microbiologo UniversitĆ di ParmaĀ




