SAN PELINO E CARUSCINO. DON ANTONIO ALLEGRITTI: QUANDO IL PASTORE EMANA LO STESSO ODORE DEL GREGGE
AVEZZANO –
Alle porte di Avezzano, le comunità di San Pelino e Caruscino costituiscono una sola grande famiglia radicata nella fede e aperta al territorio. Affidate allo stesso sacerdote, don Antonio Allegritti, le parrocchie di San Michele Arcangelo in San Pelino e di San Giuseppe Artigiano in Caruscino vivono una collaborazione sempre più stretta nella liturgia, nella catechesi e nelle iniziative caritative, diventando un punto di riferimento per tanti abitanti della piana del Fucino.
Tra i protagonisti della nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica c’è proprio don Antonio, volto e voce di una presenza ecclesiale quotidiana, concreta e vicina alle persone.
Una firma che aiuta: l’8xmille a sostegno dei sacerdoti
“Guidare due comunità è una sfida che genera impegno perché si tratta di unire le energie e di non ragionare più secondo la logica del si è sempre fatto così. San Pelino e Caruscino – sottolinea il parroco don Antonio Allegritti – sono come una casa grande con due porte d’ingresso: chi entra da una parte o dall’altra trova lo stesso clima di accoglienza, di ascolto e di fraternità. Il nostro desiderio è che nessuno si senta spettatore, ma tutti si scoprano protagonisti di una storia di fede e di amicizia che unisce le nostre comunità e le apre al servizio dei più fragili”.
Naturalmente, non è facile generare tra le parrocchie legami che, da una parte, mantengano l’identità di ogni realtà e, dall’altra, permettano di sperimentare l’appartenenza a una comunità più ampia, con maggiore vitalità e più energie e risorse pastorali.
La contiguità territoriale aiuta sicuramente le parrocchie a sentirsi parte di una grande comunità in cui ciascuna realtà al contempo dona energie all’altra e riceve energie dall’altra. Si possono incontrare resistenze, comprensibili e spesso motivate dal legame con la propria storia: il miglioramento dell’azione pastorale rimane però sempre il fine che orienta il legame tra parrocchie, attuato in tutta la diocesi con un progetto denominato ‘comunità di parrocchie’, voluto da mons. Massaro e da lui pensato insieme a una équipe di sacerdoti.
La scelta di condividere progetti, percorsi formativi e momenti di festa permette di valorizzare le diverse tradizioni locali, mettendole a servizio di un unico cammino evangelico. Nel corso dell’anno, momenti importanti come l’Avvento, il Natale, la Quaresima e la Pasqua vengono scanditi da celebrazioni comuni, veglie di preghiera, iniziative per bambini, giovani e famiglie, offrendo a tutti la possibilità di sentirsi parte della comunità.
“Nella parrocchia di San Michele Arcangelo e di San Giuseppe Artigiano che ho il piacere di guidare, mi occupo della formazione. – spiega il sacerdote – Il momento in cui i giovani mi danno più fiducia è quando vengono a confessarsi. Ho uno sguardo di particolare simpatia nei confronti dei giovani. Penso che dobbiamo credere in loro ed è importanteche sviluppiamo una buona narrazione nei loro confronti”.
Classe 1989, don Antonio Allegritti, ordinato sacerdote il 7 settembre 2014 e contestualmente parroco, guida con entusiasmo e dedizione una comunità di oltre 5.000 abitanti. La sua è una vocazione giovanile (è entrato in seminario a 18 anni ed è stato ordinato sacerdote a soli 25 anni), coltivata con passione e accompagnata da un costante desiderio di incontrare le persone nei luoghi della quotidianità.
Oltre al ministero parrocchiale, don Antonio è Direttore del Servizio di Pastorale Giovanile sia della diocesi di Avezzano che della regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Con progetti e iniziative, parla il linguaggio delle nuove generazioni e le coinvolge in percorsi di fede, responsabilità e servizio. Tra gli appuntamenti più sentiti dell’anno 2026, il 19 aprile l’incontro diocesano dei giovani con oltre 500 cresimandi e il cammino a piedi al Santuario di San Nunzio, il 2 maggio: occasioni in cui la spiritualità incontra la festa e la condivisione. Già in cantiere, l’organizzazione della partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù a Seoul.
L’impegno del giovane parroco non si limita alla pastorale giovanile ma segue con attenzione anche gli anziani, collabora come assistente ecclesiastico con il Consultorio Italiano Familiare (CIF) e con il Movimento per la Vita, mantenendo uno sguardo aperto su tutte le realtà sociali del territorio.
Nella sua opera può contare sull’aiuto del collaboratore don Angelo Di Bucchianico, 60 anni, parroco di San Sebastiano in Paterno, con cui condivide la visione di comunità legate ma al contempo con la propria identità: unite, solidali e partecipative.
Accanto al ministero pastorale, don Antonio svolge anche attività di insegnamento: è assistente degli Insegnanti di religione, docente del corso di laurea in Scienze Religiose di L’Aquila e Pescara oltre ad insegnare storia e filosofia al liceo, con lo stesso impegno educativo che caratterizza la sua azione sacerdotale.
“Don Antonio è una persona che si dona molto alla comunità – racconta Pasqualina Desideri, catechista –. Sa essere vicino a tutti, con particolare attenzione ai giovani. Molte persone arrivano anche da altre parrocchie per ascoltare le sue omelie, sempre chiare e coinvolgenti”.
“Per noi è un punto di riferimento – aggiunge Davide Di Leonardo della pastorale giovanile – soprattutto per la capacità di ascolto e di dialogo con i ragazzi”.
San Pelino è una terra segnata dall’emigrazione ma anche dai ritorni: nei mesi estivi, le feste patronali diventano occasioni di incontro e rilancio, con una forte partecipazione dei giovani, segno di una comunità viva e attiva. “Sono proprio i giovani – prosegue don Antonio – a riscoprire e a far riscoprire il valore del servizio e dell’appartenenza”.
Le due comunità rappresentano una presenza viva e ospitale, capace di dialogare con il tessuto sociale e culturale del territorio, costruendo relazioni, pace e solidarietà e facendo della quotidianità un’occasione per annunciare il Vangelo. Con un volto sinodale e ministeriale, unendo le forze e promuovendo l’incontro tra esperienze e generazioni.
Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, tante comunità come quelle di Avezzano possono contare su una vicinanza attenta e costante. “Un contributo che permette a tutti i sacerdoti – conclude don Antonio – e a me personalmente di avere quella garanzia materiale che serve ad annunciare il Vangelo. Perché la Chiesa cattolica possa continuare a fare quello che fa occorre un piccolo gesto molto importante, quello della firma”.
Un sostegno che rende possibile il lavoro quotidiano di circa31 mila sacerdoti in tutta Italia come don Antonio Allegritti, che ogni giorno scelgono di esserci, per tutti.
Disponibile sul sito 8xmille.itil video dedicato a don Antonio e alle sue comunità è un racconto corale in cui la guida del sacerdote e l’energia dei giovani si intrecciano, diventando segno concreto di speranza.
Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.
Nel 2025 sono stati assegnati oltre 280 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 50 ad esigenze di rilievo nazionale e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 350 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale.
L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. “Firmare per la Chiesa cattolica – sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa far parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”.
Una campagna multicanale nel segno della corresponsabilità
Dopo una fase di pre-campagna, andata in onda dal 15 al 31 marzo, dedicata al racconto della presenza concreta della Chiesa accanto alle persone e allecomunità, prende il via la nuova campagna 8xmille che invita a sostenerla attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi. È questa l’idea che guida la nuova strategia di comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana.
Il concept “L’8xmille è…” mostra una Chiesa vicina ai più fragili, in Italia e all’estero, impegnata a rispondere a bisogni sempre più complessi attraverso interventi reali (mense, dormitori, accoglienza, disabilità, attività parrocchiali). Una narrazione empatica che passa attraverso sei progetti sostenuti dai fondi 8xmille, come esempi concreti nel territorio dell’impatto di una firma che “è più di quanto credi”.
La campagna 8xmilleCEI è ideata dall’agenzia VML, le foto sono di Francesco Zizolae la casa di produzione è Casta Diva. Pianificata da Wavemaker Italy su tv e radio, con 2 soggetti da 30’’ e 6 soggetti da 15’’, web con 2 soggetti da 30’’, 6 da 15’’ e 6 da 6’’, la campagna sarà on air per tutto il periodo della dichiarazione dei redditi.
È diffusa su più canali, con una forte presenza digitale, tramite una pianificazione geolocalizzata per raggiungere il pubblico in modo mirato, e social con 36 contenuti ad hoc, pensata per coinvolgere pubblici diversi con messaggi semplici e autentici.
Non solo, tv radio e web ma anche stampa e affissione con 6 soggetti dedicati alle singole opere.




