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MASSIMO LIOFREDI: “L’AQUILA E’ CAPITALE DELLA CULTURA O DEL CONSENSO?”

di Massimo LiofrediĀ 

L’AQUILA – Calendari alla mano, qualcosa non torna. Dal 1° al 5 maggio 2026 L’Aquila diventa ā€œCapitale della Difesaā€ per i 165 anni dell’Esercito Italiano. Villaggio in Corso, mezzi in Piazza San Bernardino, cerimonia solenne in Piazza Duomo il 5 maggio, dirette Rai, social, ministri e sottosegretari a fare la passerella. Tutto istituzionale, per caritĆ .
Peccato che L’Aquila andrĆ  al voto per le comunali. Tu dirai: nel 2026. E invece no: il mandato naturale scade nel 2027. Ma la macchina elettorale si scalda prima, e la politica lo sa bene. Occupare il centro storico con bandiere, divise e spot istituzionali un anno prima del voto ĆØ seminare oggi per raccogliere domani. ƈ marketing.
Nel 2025 la festa ĆØ toccata a Bari. Anche Bari vota nel 2026. Due anni, due cittĆ  al voto, due parate dell’Esercito. SarĆ  un caso. SarĆ  che l’Esercito ama i comuni con le urne fresche di vernice. SarĆ  che il ministero della Difesa consulta il calendario del Viminale prima di quello della Storia.
La motivazione ufficiale ĆØ nobile: L’Aquila ĆØ ā€œsimbolo di identitĆ  e rinascitaā€. Vero. ƈ anche simbolo di una ricostruzione a macchia di leopardo, di scuole finite in periferia, di un centro storico trasformato in set cinematografico. Ma il 5 maggio, in Piazza Duomo, si parlerĆ  di obici e droni, non di cantieri fermi e affitti di negozi impossibili. Comodo.
Questo ĆØ un governo di destra-destra che sulla sicurezza, sulle divise, sulla ā€œNazioneā€ ha costruito identitĆ  e consenso. Mostrare i muscoli a L’Aquila, cittĆ  ferita che deve tutto allo Stato – dai soldati del 2009 ai fondi della ricostruzione – significa una cosa sola: ā€œnoi ci siamo, noi comandiamo, noi proteggiamoā€. ƈ una dimostrazione di potenza travestita da festa istituzionale. Ed ĆØ il più vecchio trucco della politica: usare i mezzi dello Stato per non rischiare alle urne.
PerchĆ© diciamolo: quando governi con i sondaggi in bilico, ogni piazza ĆØ buona. Se poi la piazza ĆØ quella del terremoto, dove ogni divisa ricorda che senza Roma saresti ancora nelle tende, il messaggio arriva forte e chiaro. Non ĆØ campagna elettorale, ĆØ ā€œvicinanza alle istituzioniā€. Certo.
Che dire, allora. Bravi. Davvero. Se Atene aveva la flotta per impressionare i nemici, noi abbiamo il Villaggio Esercito per impressionare gli elettori. Aspettiamo fiduciosi il 166° anniversario, sia mai che nel 2027 serva pure lì un aiutino.
Tanto ĆØ solo una festa. Del tutto casuale. Del tutto istituzionale. Del tutto innocente. E alla fine diciamolo, questo governo, se lo merita tutto un bel 10 in strategia, diciamolo. E vai !!! ā€Ž<Questo messaggio ĆØ stato modificato>

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