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MADONNA DELLA LIBERA, L’ARRIVO DEI PELLEGRINI APRE LA FESTA: FEDE E TRADIZIONE TRA GIOIA DE’ MARSI E PRATOLA PELIGNA

PRATOLA PELIGNA, 1 maggio – È il momento più atteso, quello che segna l’inizio della festa e rinnova un legame antico fatto di fede, sacrificio e appartenenza. Con l’arrivo dei pellegrini di Gioia dei Marsi al santuario della Madonna della Libera, Pratola Peligna ha ufficialmente aperto le due settimane di celebrazioni dedicate alla sua patrona.

Un rito che si ripete da sempre, immutato nel tempo, capace ogni anno di richiamare centinaia di fedeli e di suscitare emozioni profonde. Dopo circa quaranta chilometri percorsi a piedi, partendo alle prime ore del mattino, i pellegrini marsicani hanno fatto il loro ingresso in paese poco prima delle 20, accolti da una folla numerosa e partecipe.

Ad attenderli alle porte della città il sindaco Antonella Di Nino, il presidente del comitato festa Gaetano Di Cioccio, la “mastra”, i mazzieri e i portatori in abito celeste, simbolo di una tradizione custodita con orgoglio. Volti segnati dalla fatica, ma illuminati dalla devozione, hanno attraversato le strade tra applausi e commozione, in un clima di intensa partecipazione collettiva.

Il momento più toccante si è consumato all’interno del santuario. Dalla soglia fino all’altare maggiore, i pellegrini hanno compiuto il tradizionale “strascino”, avanzando lentamente in ginocchio e intonando inni alla Madonna. Un gesto carico di significato, espressione di fede autentica e di affidamento, che ha attraversato la navata centrale tra due ali di folla raccolta in un silenzio quasi irreale, rotto solo da qualche applauso e da lacrime di commozione.

Uomini e donne, giovani, anziani e bambini: un’intera comunità in cammino, unita da una devozione che affonda le radici nella storia. La Madonna della Libera, venerata per aver salvato Pratola dalla peste nel Cinquecento, continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale e identitario per il territorio.

Particolarmente sentiti anche i momenti istituzionali e religiosi all’interno del santuario. Il parroco di Pratola ha richiamato il valore profondo del pellegrinaggio, definendolo un cammino che non si esaurisce nel gesto ma che deve lasciare un segno nella vita quotidiana. Ha invitato i fedeli a custodire questa esperienza nel cuore, come occasione per rafforzare il rapporto con il Signore e con la Vergine Maria, sottolineando uno dei momenti più intensi del rito: l’inginocchiarsi davanti al Santissimo, gesto di affidamento e preghiera.

Il sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, ha accolto con emozione la Compagnia di Gioia dei Marsi, evidenziando come il loro arrivo rappresenti simbolicamente l’apertura della festa e un momento di grande gioia per tutta la comunità. Ha parlato di un legame che si rinnova ogni anno, capace di unire i due paesi nel segno della tradizione e della fede.

Parole altrettanto sentite sono arrivate dal sindaco di Gioia dei Marsi, Gianluca Alfonsi, che ha definito l’accoglienza ricevuta tra le più toccanti della sua esperienza amministrativa. Nel suo intervento ha voluto anche smentire con decisione alcune voci infondate su presunte tensioni tra le comunità. “Sono solo menzogne – ha dichiarato – il nostro è un cammino inclusivo, vivo e in crescita. Il gemellaggio tra Gioia dei Marsi e Pratola Peligna è saldo e inviolabile, fondato su fede, tradizione e senso civico”.

Al termine del rito, i pellegrini hanno trovato ad accoglierli anche la Casa del Pellegrinaggio ristrutturata, segno concreto dell’attenzione e dell’affetto della comunità pratolana verso questo legame storico.

Con il loro arrivo, la festa entra nel vivo. Un appuntamento che ogni anno rinnova non solo una tradizione, ma un sentimento condiviso, capace di unire generazioni e territori nel segno della fede e della memoria.

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