PUNISCE UN CLIENTE INFEDELE E TENTA DI INCASTRARLO
Punisce un cliente “infedele” e tenta di incastrarlo: nuova accusa per la 53enne di Pettorano
Un piano studiato per vendicarsi di quello che riteneva un tradimento, arrivando perfino a tentare di incastrare un giovane cliente con una falsa accusa di spaccio. Si aggrava la posizione della 53enne di Pettorano sul Gizio, già detenuta con l’accusa di aver gestito un vasto traffico di sostanze stupefacenti tra Sulmona e Pettorano.
La donna, insieme a un 33enne di Pettorano sul Gizio e a un 56enne di Sulmona, ha ricevuto un avviso di garanzia per il reato di calunnia. I fatti risalgono al 24 luglio dello scorso anno, quando la 53enne, convinta che un giovane di Introdacqua l’avesse denunciata ai carabinieri dopo aver acquistato da lei un grammo di cocaina, avrebbe deciso di vendicarsi.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe consegnato al 56enne circa trenta grammi di cocaina e un bilancino di precisione, chiedendogli di nascondere la droga nel giardino dell’abitazione del giovane. A sua volta, il 56enne avrebbe coinvolto il 33enne, convincendolo a presentare una falsa denuncia ai carabinieri di Pettorano sul Gizio.
“Controllate a casa di quel giovane, nasconde la droga nel giardino”, avrebbe riferito il 33enne ai militari. I carabinieri effettivamente recuperarono lo stupefacente, ma non procedettero all’arresto del giovane, poiché la 53enne era già sottoposta a intercettazioni ambientali che avevano permesso di chiarire il quadro.
Successivamente, il 33enne ritirò la denuncia, spiegando di aver accusato il giovane per via di un presunto debito di duemila euro. Una versione che non ha convinto la Procura.
Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, i tre, agendo in concorso, avrebbero simulato le tracce di un reato pur sapendo dell’innocenza del giovane. Da qui la contestazione di calunnia e la chiusura delle indagini preliminari.
L’episodio rappresenta un ulteriore sviluppo nell’inchiesta sulla cosiddetta “mamma spaccio”, accusata di aver messo in piedi un sistema con circa 640 cessioni di droga in cinque mesi, avvalendosi anche della collaborazione di nove persone, tra cui i figli e la collaboratrice domestica.
Dal 26 marzo la donna si trova detenuta nel carcere di Chieti. Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, si fa esplicito riferimento anche a questo episodio, descrivendo la 53enne come una figura manipolatrice, capace di condizionare i testimoni e di servirsi di altri soggetti, con conseguenze rilevanti anche sul piano dell’acquisizione delle prove.




