OSPEDALE DI SULMONA ARRIVANO LE GUARDIE ARMATE
Ospedale di Sulmona, arrivano le guardie armate: presidio attivo da luglio
Si rafforzano le misure di sicurezza all’ospedale di Sulmona dopo i ripetuti episodi di aggressione ai danni del personale sanitario. A partire, presumibilmente, dal mese di luglio sarà attivo un servizio di guardia armata per dodici ore al giorno, con particolare attenzione all’area del pronto soccorso.
Ad annunciarlo è il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, all’indomani dell’avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Sulmona nei confronti di un 69enne che avrebbe scagliato una provetta di urina contro un’infermiera del laboratorio analisi.
“Attiveremo la guardia armata ma solo per una parte della giornata a partire, presumibilmente, da luglio”, spiega Costanzi, che resta in attesa del via libera della Questura per l’istituzione di un posto di polizia all’interno della struttura. “Il questore ci ha chiesto le planimetrie dell’ospedale per valutare lo spazio da destinare al presidio. Contiamo di avere un riscontro a breve per definire le iniziative da assumere”.
Il progetto del posto di polizia si scontra tuttavia con la cronica carenza di organico che non riguarda solo il personale sanitario ma anche le forze dell’ordine. Per questo motivo, in attesa delle valutazioni della Questura, l’azienda sanitaria ha deciso comunque di procedere con l’introduzione della vigilanza armata.
Il tema della sicurezza nell’ospedale cittadino è tornato con forza al centro dell’attenzione già dallo scorso autunno, quando si sono registrati diversi episodi finiti sotto la lente delle forze dell’ordine. Il primo risale alla notte tra il 15 e il 16 novembre, quando una dottoressa del pronto soccorso, con contratto di collaborazione, era stata minacciata di morte da un professionista. “Ti salvi solo perché sei donna sennò già stavi in coma”, le avrebbe detto l’uomo, provocando nella sanitaria un malore.
Pochi giorni dopo, il 20 novembre, un’infermiera del reparto di diabetologia era stata insultata da un paziente per lo spostamento di una visita, rendendo necessario l’intervento dei colleghi del pronto soccorso. A dicembre, un’altra infermiera del laboratorio analisi era stata colpita al volto da una provetta di urina.
Il clima di tensione ha spinto inoltre gli operatori del pronto soccorso a denunciare anche gli attacchi sui social, con commenti ritenuti offensivi e diffamatori. L’ultimo episodio si è verificato a febbraio, quando un paziente, contrario alla presenza di altri degenti nella stanza, ha aggredito verbalmente e fisicamente due operatrici sanitarie.
Sulla questione, Costanzi ha ricordato come la normativa contro le aggressioni ai sanitari sia stata recentemente inasprita dal decreto legge 137 del 2024, convertito a fine anno. Il provvedimento prevede l’arresto obbligatorio in flagranza e anche differito entro 48 ore per lesioni e danneggiamenti, pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 10mila euro, rafforzando inoltre la procedibilità d’ufficio.





COSTANZI MA PERCHE’ DAL 15 MAGGIO NON PUO’ PARTIRE LA VIGILANZA?? PERCHE’ SEMPRE QUESTE CRONICHE PERDITE DI TEMPO??? POI CI SARA’ DI GIORNO O DI NOTTE?? SEMPRE LE COSE FATTE A META’….CHE TRISTEZZA…
Visto che ci vorranno anni per organizzare la vigilanza armata, magari potrebbero migliorare il servizio nel frattempo.
Poveri addetti ai lavori, non solo devono sopportare i deficienti e essere aggrediti, ma anche la Asl con i suoi incapaci e piazzati.