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IL SINDACO DI CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO ALLA CAMERA: “PLURICLASSI DA SCONGIURARE”

CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO- Legge montagna, D’Ercole: ā€œDal 2027 pluriclassi a Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilienti: va scongiuratoā€. ā€œA Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilenti giĆ  dal 2027 cadrĆ , per quanto riguarda l’Istituto comprensivo Valle del Fino, la possibilitĆ  di formare classi con dieci alunni. SignificherĆ  pressochĆ© con certezza l’avvio delle pluriclassi: dobbiamo assolutamente fare in modo che non accadaā€: lo ha detto alla Camera dei deputati Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo, intervenendo a un’iniziativa in cui primi cittadini da dodici regioni italiane hanno esposto gli effetti negativi nei territori che amministrano della nuova classificazione dei Comuni montani, che riduce i centri detentori dello status. In Abruzzo, allo stato attuale, saranno in 27 a perdere benefici e finanziamenti. D’Ercole, che ĆØ anche vicepresidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, ha detto: ā€œI cinque Comuni in cui ricade l’Istituto comprensivo Valle del Fino erano sino a qualche mese tutti montani. Con la nuova legge e la nuova classificazione, tre di questi – Montefino, Castiglione Messer Raimondo e Castilenti – andranno a perdere lo status e conseguentemente la possibilitĆ  di creare classi con dieci alunni. L’Ufficio scolastico regionale mi ha assicurato che questo non accadrĆ  per quanto riguarda l’anno scolastico 2026/2027, visto che gli organici sono stati giĆ  formati, ma avverrĆ  l’anno successivo, il 2027/2028: se la legge non cambierĆ  saremo obbligati a fare classi da almeno quindici alunni e conseguentemente ci saranno pluriclassi, visto che ci sono sufficienti risorse umane. E’ una situazione persino paradossale: parliamo di una scuola che ricade in cinque comuni, ma in due di questi ci saranno condizioni più favorevoli degli altri tre. E’ un esempio concreto delle distorsioni che crea la nuova classificazione: chiaro che l’obiettivo primario ĆØ cancellarla, ma in alternativa almeno si salvino agevolazioni cosƬ vitali per le nostre comunitĆ ā€. Nei giorni scorsi oltre settanta Comuni in tutta Italia, di cui sette abruzzesi, hanno formalmente presentato una serie di ricorsi al TAR Lazio contro il decreto attuativo della nuova classificazione dei Comuni montani adottato dal Governo dopo l’intesa in Conferenza Unificata. Quelli della nostra regione sono Archi, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Roccemontepiano e Turrivalignani. Alla base della questione posta davanti al TAR Lazio vi ĆØ una critica netta e facilmente comprensibile: la nuova classificazione riduce la ā€œmontanitĆ ā€ a una questione meramente altimetrica, fondata quasi esclusivamente su parametri come l’altezza sul livello del mare e la pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i Comuni ricorrenti, non ĆØ in grado di rappresentare la realtĆ  concreta delle aree interne e appenniniche del Paese, dove la condizione di svantaggio non dipende soltanto da fattori geografici, ma da elementi ben più complessi e rilevanti: la distanza dai servizi essenziali, le difficoltĆ  di accesso a sanitĆ  e istruzione, la fragilitĆ  delle infrastrutture, lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione. Ignorare questi fattori significa produrre una classificazione che non fotografa il territorio, ma lo distorce, generando disparitĆ  evidenti tra Comuni con caratteristiche simili trattati in modo completamente diverso. La perdita dello status di ā€œcomune montanoā€, inoltre, non rappresenta un semplice mutamento formale, ma comporta conseguenze concrete e immediate. I territori esclusi rischiano di perdere accesso a risorse fondamentali per lo sviluppo, a incentivi per le imprese e per i giovani, a strumenti di sostegno alla residenzialitĆ  e alla natalitĆ . Ancora più preoccupanti sono gli effetti sui servizi pubblici essenziali, a partire dalla scuola, come si vede nel caso denunciato dal sindaco D’Ercole. Si può arrivare in alcune circostanze al rischio di chiusura dei plessi.

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