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ACQUE MINERALI DI CANISTRO: NUOVA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LE SORGENTI “SANT’ANTONIO SPONGA” E “FIUGGINO”

L’AQUILA – La Regione Abruzzo, tramite Areacom, ha pubblicato in tempi brevi una nuova manifestazione di interesse. La procedura ĆØ finalizzata all’acquisizione di informazioni utili all’eventuale affidamento in concessione pluriennale. L’oggetto riguarda gli interventi di sfruttamento delle acque minerali ā€œSant’Antonio-Spongaā€ e ā€œFiugginoā€ nel Comune di Canistro. L’iter ha registrato una accelerazione alla luce della recente sentenza del Tar. Il tribunale ha confermato l’esclusione delle due principali concorrenti e di conseguenza la precedente procedura ĆØ rimasta priva di un aggiudicatario. Nello specifico, la societĆ  Santa Croce s.r.l. ĆØ stata esclusa a causa di debiti fiscali definitivi, gravi carenze dichiarative e uno stato di insolvenza certificato. L’azienda Acqua Sant’Anna s.p.a. ha subito invece l’esclusione per un piano economico finanziario giudicato poco solido. La pubblicazione della nuova manifestazione d’interesse rimette tutto in gioco. Il sindaco di Canistro, Gianmaria Vitale, ha accolto positivamente l’avvio della nuova procedura. “Esprimo grande soddisfazione”, ha dichiarato Vitale, “per questa accelerazione dell’iter. Il nostro territorio merita, anzi pretende, che questa ora sia la prioritĆ  alla luce di quanto avvenuto da 10 anni a questa parte”. Il primo cittadino, inoltre, ha ricordato che nei giorni scorsi il Tribunale di Roma ha ufficialmente omologato il concordato preventivo proposto dalla societĆ  Santa Croce s.r.l. con decreto del 10 aprile scorso. Il provvedimento autorizza la procedura in continuitĆ  aziendale, superando il voto contrario di diversi creditori, tra cui l’amministrazione finanziaria e il Comune di Canistro. Il collegio ha infatti fatto ricorso allo strumento del “cram down” fiscale, giudicando la proposta economicamente più vantaggiosa per i creditori rispetto a un’eventuale liquidazione giudiziale. Questa decisione incide direttamente sulla posizione del Comune di Canistro, che aveva espresso voto negativo al piano. A fronte di un credito complessivo vantato di 2,4 milioni di euro, la societĆ  prevede un soddisfacimento parziale pari a circa 130.000€. Un grave danno per l’ente che giĆ  aveva bocciato il piano. Secondo quanto previsto il Comune avrĆ  quanto stabilito in modo dilazionato negli anni. Il trattamento deriva “dalla degradazione del credito dell’ente al rango chirografario, motivata dall’incapienza del valore dell’attivo stimato in caso di liquidazione”. “Dopo 10 anni di chiusura dello stabilimento”, ha proseguito Vitale, “dopo 55 posti di lavoro polverizzati, dopo milioni di metri cubi di acqua buttati a fiume e relative royalties non ricevute da Regione e Comune, si aggiunge anche la beffa: 2,3 milioni di euro che il Comune non riceverĆ ”. Secondo il primo cittadino “si tratta di somme dovute per tasse e tributi, quelli che i cittadini e le aziende di questo Comune pagano con regolaritĆ  e grazie alle quali possiamo garantire servizi di qualitĆ  alle famiglie del territorio. Attueremo tutte le operazioni di bilancio necessarie per neutralizzare quanto accaduto, ma certamente non saranno i cittadini di Canistro a pagare le inefficienze delle imprese e della giustizia”.

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