TRATTA ROMA-SULMONA: PENDOLARI IN RIVOLTA PER I NUOVI ORARI
Trasporti, buco di cinque ore tra Roma e Sulmona: pendolari in rivolta per i nuovi orari
Un vuoto di quasi cinque ore nei collegamenti su gomma tra Roma e Sulmona sta creando disagi crescenti tra pendolari e viaggiatori della Valle Peligna. La rimodulazione degli orari, entrata in vigore da alcuni giorni, ha infatti eliminato una delle corse più utilizzate, lasciando scoperta una fascia cruciale della giornata.
Nel dettaglio, ĆØ stata soppressa la corsa che partiva da Roma Tiburtina alle 12.45, con arrivo a Sulmona intorno alle 15. Al suo posto ĆØ stata introdotta una nuova partenza alle 14.50, praticamente in sovrapposizione con quella della compagnia Tua delle 15. Una scelta che, invece di ampliare lāofferta, concentra le corse nello stesso orario, lasciando un ampio intervallo senza alcun collegamento tra le 9.45 e il primo pomeriggio.
Attualmente, infatti, la prima corsa Prontobus utile dalla Capitale resta quella delle 9.45, creando un ābucoā che i pendolari definiscono penalizzante, soprattutto per chi ha necessitĆ di rientrare in Valle Peligna nelle ore centrali della giornata. Il disagio ĆØ amplificato dallāassenza di spiegazioni ufficiali: le compagnie di trasporto, al momento, non hanno fornito motivazioni sulle modifiche apportate.
Sul fronte dei costi, restano invariati i prezzi dei biglietti: 13 euro con Prontobus e 17 euro con Tua per la tratta Roma-Sulmona. Ma il tema economico passa in secondo piano rispetto alla questione principale, ovvero la distribuzione degli orari, ritenuta poco funzionale alle esigenze reali dellāutenza.
Le proteste non si sono fatte attendere. Pendolari e viaggiatori chiedono il ripristino della corsa soppressa o, quantomeno, una riorganizzazione più equilibrata del servizio nellāarco della giornata. Una richiesta che punta a ristabilire una continuitĆ nei collegamenti, evitando lunghe attese che complicano spostamenti di lavoro, studio e necessitĆ quotidiane.
Il problema, del resto, non ĆØ nuovo: nelle scorse settimane la questione era giĆ approdata in commissione regionale, segno di un malcontento diffuso e persistente. Ora si attende una risposta concreta che possa riportare equilibrio in una tratta fondamentale per i collegamenti tra Abruzzo e Capitale.




Ć evidente che la tendenza, diffusa ormai da tempo, ĆØ quella di continuare imperterriti a penalizzare il Centro Abruzzo.
Chi decide di andare in questa direzione andrebbe preso, a mio avviso, a pedate nel di dietro!
Ci pisciano in testa da tutte le parti