SULMONA SOFFOCA TRA LE ERBACCE: IL DEGRADO CHE UMILIA LA CITTÀ
Ci sono immagini che parlano da sole. Non servono grandi inchieste, né sofisticate analisi: basta fare un giro per Sulmona per rendersi conto che qualcosa, nella gestione del decoro urbano, è sfuggito di mano. O forse non è mai stato davvero afferrato.
L’ingresso della città è un biglietto da visita impietoso: erbacce alte, incuria diffusa, aiuole trasformate in piccoli terreni incolti. E poi piazza Garibaldi, il cuore pulsante, quello che dovrebbe raccontare storia e identità, e invece oggi racconta trascuratezza. I giardini pubblici di viale Togliatti non se la passano meglio: verde lasciato a sé stesso, manutenzione ridotta al minimo, se non assente. Per non parlare di piazza Capograssi, la piazza del tribunale, dove il paradosso è servito: l’unico spazio curato è quello mantenuto da Reteabruzzo. Tutto il resto è abbandono.
Le proteste arrivano da ogni angolo: residenti esasperati, turisti increduli. Altro che città d’arte. Qui si rischia di diventare il simbolo di una bellezza lasciata marcire sotto il peso dell’inerzia amministrativa.
Il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Mauro Tirabassi, prova a giustificare: si è deciso di partire dalle scuole e dagli spazi per i bambini. Una scelta condivisibile, sulla carta. Ma la realtà è che il resto della città è stato, ancora una volta, messo in attesa. E l’attesa, quando si parla di manutenzione, diventa degrado.
“Le forze sono quelle che sono”, dice Tirabassi. È una frase che i cittadini sentono da anni. Sempre la stessa, come sempre uguale è la scena che si ripete a ogni primavera: gli spazi verdi diventano savane urbane, la manutenzione arriva tardi – quando arriva – e la città scivola lentamente verso un’immagine che non le appartiene.
Il punto non è l’emergenza, ma la programmazione che manca. Possibile che non si riesca a prevedere ciò che accade puntualmente ogni anno? Possibile che non esista un piano strutturale, come quello per la neve, capace di garantire interventi tempestivi e risorse adeguate? Qui non si tratta di eventi straordinari, ma di ordinaria amministrazione. Ed è proprio sull’ordinario che si misura la qualità di un governo cittadino.
Sulmona, la città di Ovidio, non merita di essere raccontata per le erbacce che invadono le piazze. Non merita di accogliere turisti con il volto trasandato di una periferia dimenticata. E soprattutto non merita l’alibi permanente della mancanza di risorse.
Perché il problema, ormai, non è più quanto si spende. È come – e se – si decide davvero di intervenire.
























Tra un po’ si potrà ammirare la collina di rifiuti che il Cogesa sta’ organizzando nella sua discarica, così almeno diventeremo famosi non per la cultura ma per l’immondizia e stupidità.
Tante altre città, di cui Pistoia che conosco abbastanza bene, lascia ad alcuni cittadini che hanno attività, il compito di farsi carico del verde aggratis per il Comune. poi affiggono un piccolo cartello tipo “Verde curato dalla ditta Pinco Pallino” e si fanno la loro piccola pubblicità. Il comune risparmia, le casse sono salve, il verde è curato ed i cittadini sono felici. Perché noi non lo facciamo?
caro Roberto non lo facciamo perché forse abbiamo Amministratori che non sanno Amministrare….. importante è presenziare a Processioni e Commemorazioni….