RITORNO AL PASSATO
29 aprile 1817
RITORNO AL PASSATO
di FabioValerio Maiorano
Il breve regno dei francesi aveva portato una ventata di modernità nel Regno delle Due Sicilie, segnatamente nel settore dell’amministrazione pubblica, ma i cambiamenti erano stati mal digeriti da quelle fasce di popolazione che si erano viste privare dei privilegi e delle secolari prebende; per non dire dei cattolici, ancora disorientati per la soppressione degli ordini religiosi e per la conseguente “cacciata” di frati e monache. Quando il 18 giugno 1815 l’esercito francese fu sonoramente sconfitto a Waterloo e l’impero napoleonico vacillò pericolosamente, in tanti – anche a Sulmona – festeggiarono alla grande il rientro di re Ferdinando IV di Borbone sul trono di Napoli. Facile intuire che il repentino “ritorno al passato” generò rancori, liti, soprusi e immancabili vendette, che sfociarono anche in arresti ed esecuzioni. La situazione, inoltre, impose l’immediata ricostituzione del corpo di polizia che ridesse sicurezza ai cittadini. E in questo clima d’incertezza, si decise di chiudere le porte della città appena dopo il tramonto e di riaprirle all’alba; inoltre, il Sottintendente dette l’ordine al Decurionato, il 29 aprile 1817, di stilare un elenco nominativo di cittadini benestanti che erano tenuti a prestare soccorso e aiuto ai bisognosi, in caso di necessita. Ne furono individuati 112, divisi nelle parrocchie e nei borghi di S. Agata, Tomba, Borghetto, S. Tommaso Apostolo, S. Lionardo, S. Gaetano, S. Pietro, S. Maria ad Nives, S. Michele Arcangelo. La gran parte di quelle parrocchie non esiste più…



