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POPOLI TERME ALLARME AVIS: “RIDUZIONI AL CENTRO TRASFUSIONALE, RISCHIO PER DONAZIONI E TERRITORIO

POPOLI TERME – Preoccupazione crescente per il futuro dell’ospedale Santissima Trinità di Popoli Terme. A lanciarla è Mario Cerasoli, presidente dell’Avis locale, che denuncia una progressiva riduzione dei servizi della struttura sanitaria, con particolare riferimento al centro trasfusionale.

Dal prossimo mese di maggio, infatti, il servizio sarà operativo solo tre giorni a settimana: lunedì, giovedì e venerdì. Nei restanti giorni resterà chiuso, una decisione che – secondo l’Avis – rischia di avere ricadute pesanti sia sull’organizzazione sanitaria sia sul sistema delle donazioni.

Il centro trasfusionale di Popoli Terme rappresenta infatti un punto di riferimento per il territorio, con oltre mille sacche di sangue e plasma raccolte ogni anno e destinate alla cura di numerosi pazienti. La riduzione delle aperture potrebbe scoraggiare donatori e donatrici, penalizzando un’attività fondamentale per il sistema sanitario.

“Si tratta di un duro colpo per la struttura e per tutto il comprensorio”, sottolinea Cerasoli, evidenziando come le difficoltà organizzative possano tradursi in minori opportunità di donazione, soprattutto per chi ha disponibilità limitate di tempo.

Nel suo intervento, il presidente dell’Avis invita a superare le polemiche e a concentrare l’attenzione su una risposta condivisa. “Non è il momento di cercare responsabilità – afferma – ma di unire le forze”. L’appello è rivolto a tutte le istituzioni, dalla Regione Abruzzo alla Provincia, fino ai Comuni dell’entroterra, affinché si attivino per tutelare il presidio sanitario.

L’ospedale di Popoli Terme, viene ricordato, rappresenta un punto strategico per il Centro Abruzzo, non solo sotto il profilo sanitario ma anche economico e occupazionale. “Indebolire questa struttura – prosegue Cerasoli – significa mettere a rischio l’intero territorio, con ripercussioni sui servizi ai cittadini, in particolare anziani e persone fragili, e sull’economia locale”.

Da qui l’appello finale: un’azione compatta e trasversale per difendere e rilanciare l’ospedale Santissima Trinità, restituendogli il ruolo centrale che ha sempre avuto nell’assistenza sanitaria dell’area interna abruzzese.

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