PESCOCOSTANZO, REDDITI ALTI SOLO SULLA CARTA
Pescocostanzo, redditi “alti” solo sulla carta: Del Cimmuto smonta il dato ISTAT
Secondo le statistiche, Pescocostanzo è tra i comuni più “ricchi” d’Abruzzo. Secondo chi lo vive ogni giorno, la realtà è molto diversa.
Il dato diffuso dall’ISTAT – 26.974 euro di reddito pro capite, secondo posto regionale dopo Rocca di Mezzo – viene oggi messo sotto la lente da Pasquale Del Cimmuto, ex sindaco e candidato alle prossime elezioni comunali, che parla senza mezzi termini di una rappresentazione fuorviante.
“La media aritmetica non racconta la verità – osserva Del Cimmuto – perché tiene dentro situazioni completamente diverse tra loro”. Il riferimento è a quei redditi prodotti altrove ma fiscalmente attribuiti al Comune, spesso legati a seconde case o a residenze formali che nulla hanno a che vedere con la reale capacità economica della popolazione stabile.
Secondo l’ex primo cittadino, infatti, il quadro cambia radicalmente se si guarda ai residenti “nativi e stanziali”: “Qui parliamo in gran parte di pensionati, con redditi che si aggirano tra i 12 e i 13 mila euro annui. Altro che boom economico”.
Da qui la critica diretta alle dichiarazioni del sindaco in carica, l’avvocato Sciullo, che avrebbe collegato il dato ISTAT a presunti risultati amministrativi: un “percorso amministrativo”, agevolazioni fiscali, accordi con operatori turistici, bandi e sviluppo del turismo di qualità.
“Se davvero esistono questi risultati – incalza Del Cimmuto – vengano resi pubblici con chiarezza: atti, cifre, fonti di finanziamento e ricadute concrete sul territorio. Altrimenti siamo davanti a una narrazione costruita ad arte”.
Il nodo, dunque, non è solo statistico ma politico. Per l’ex sindaco, il rischio è che un numero, decontestualizzato, venga utilizzato come strumento di propaganda, alimentando l’idea di una prosperità diffusa che nei fatti non esiste.
“La verità – conclude – è che Pescocostanzo resta un paese con grandi potenzialità ma con una popolazione che fatica, soprattutto quella che vive qui tutto l’anno. Ed è su questa realtà che bisogna costruire le politiche, non su medie che non rappresentano nessuno”.
Un attacco frontale, che apre il confronto in vista delle prossime comunali e riporta al centro una domanda fondamentale: quanto vale davvero, per i pescolani, quella ricchezza raccontata dai numeri?





Sempre di residenti si tratta, anche se i redditi sono prodotti altrove. Del resto, non dobbiamo considerare il numero dei residenti [ residende fittizie ] solo quando ci dà comodo.
Io risiedo a Pescocostanzo e 26k non li ho neanche mai visti in cartolina. E Comunque il problema è quei redditi non arricchiscono il paese perché lo sovrastimano e quindi impoveriscono di riflesso. È come uno che gira in Ferrari ma non ha i soldi per mettere la benzina.
Si tratta di spostare l’attenzione su un punto importante: se i redditi risultano alti, questo è merito dell’iniziativa privata dei capaci, coraggiosi e resilienti pescolani, non di politiche messe in campo dall’amministrazione — che, di fatto, non ci sono state.
A conferma di ciò, basta ricordare che in un recente articolo de Il Centro il sindaco stesso si è detto sorpreso da questi dati. Se fossero state adottate politiche realmente incentivanti, una crescita economica sarebbe stata attesa, non motivo di stupore.