LA VITA DI SANTA GEMMA DIVENTA ICONA: ARTE E FEDE PER IL 600^ ANNIVERSARIO
GORIANO SICOLI – Un’opera che unisce spiritualità, tradizione e memoria: per la prima volta la storia di Santa Gemma, la pastorella venerata come protettrice del paese, prende forma in un’icona realizzata secondo i canoni dell’antica arte sacra.
A firmarla è Giuseppe Paolo Macrì, iconografo riconosciuto dalla Chiesa e tra i più autorevoli interpreti di questa disciplina, che ha trasformato in immagine il racconto della Santa “nata al cielo” 600 anni fa. Un lavoro che, come lui stesso racconta, nasce prima di tutto da un coinvolgimento interiore. “Le icone possono essere realizzate solo se c’è qualcosa che ti tocca nella spiritualità. Santa Gemma mi ha subito toccato l’anima, ed è stato naturale comporre l’opera”, spiega Macrì, sottolineando come durante la realizzazione abbia avvertito una sorta di guida nella costruzione delle immagini.

L’icona, delle dimensioni di 55 per 65 centimetri, raffigura la Santa nell’atto dell’ascesa al cielo. Ai suoi lati due angeli le porgono un giglio, simbolo di purezza, e una corona di spine, richiamo alla sofferenza, mentre tra le mani tiene un crocifisso, segno della vittoria di Cristo sulla morte. Sullo sfondo, il fondo oro richiama la luce del monte Tabor, evocando la trasfigurazione di Gesù.
Particolare anche la scelta dei materiali: la base dell’opera è una tavola ricavata da un antico mantice da fabbro appartenuto al nonno dell’artista, un legno carico di oltre un secolo di storia sul quale è stato steso l’oro e impressa la narrazione sacra. La tecnica utilizzata segue fedelmente la tradizione bizantina-ortodossa, con materiali provenienti dal regno vegetale, animale e minerale.
A far conoscere a Macrì la figura di Santa Gemma è stato Salvatore Borrelli, legato a Goriano Sicoli per origini familiari. Un incontro che ha dato vita a un’opera destinata non solo alla devozione locale, ma anche alla diffusione del culto della Santa attraverso esposizioni e mostre.
Le icone, nate nell’ambito della cultura cristiana bizantina e slava, non sono semplici dipinti ma vere e proprie “finestre sull’invisibile”, strumenti di venerazione capaci di raccontare il sacro attraverso simboli e luce. E proprio in questa tradizione si inserisce l’opera dedicata a Santa Gemma, che restituisce in forma visiva la sua storia e la sua spiritualità.
Macrì, ingegnere civile edile laureato alla Sapienza di Roma e residente a Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro, studia da oltre 35 anni arte sacra e teologia, specializzandosi nella tecnica greco-ortodossa dell’iconografia.
L’icona arriva in un momento particolarmente significativo per la comunità: il prossimo 12 maggio Goriano Sicoli celebrerà infatti il 600° anniversario della salita al cielo della Santa. Una ricorrenza che rinnova il legame tra la pastorella, originaria di San Sebastiano dei Marsi e poi trasferitasi nel borgo peligno, e la comunità che ancora oggi la riconosce come figura di protezione e riferimento spirituale.



