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IL SILENZIO DELLE DECISIONI

L’attesa che svuota la politica: il caso Forza Italia a Sulmona

A Sulmona la vicenda interna a Forza Italia sembra essersi fermata in una zona grigia, sospesa tra richieste rimaste senza risposta e un equilibrio politico che, nel frattempo, si è consolidato senza scosse. I consiglieri comunali Luisa Taglieri e Francesco D’Antuono avevano sollevato una questione precisa: la sostituzione dell’assessore Federica La Porta e il commissariamento del partito cittadino. Una presa di posizione netta, che lasciava intendere una frattura interna tutt’altro che marginale.

Oggi, però, più che il contenuto della richiesta, pesa il suo esito. O, meglio, la sua assenza. Con il passare delle settimane non è arrivata alcuna risposta ufficiale, né sul piano politico né su quello organizzativo. Nel frattempo, lo scenario è rimasto immobile. Enzo Fusco continua a guidare il partito cittadino, rafforzato da una riunione del direttivo che gli ha rinnovato la fiducia con una partecipazione significativa. Allo stesso modo, Federica La Porta resta saldamente al suo posto in giunta: il sindaco non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di una sostituzione e, soprattutto, dal partito non è mai partita una richiesta formale in questa direzione.

Anche ai livelli superiori, la linea adottata è stata quella dell’attesa. Le dichiarazioni di sostegno ai consiglieri, comprese quelle del segretario regionale Pagano, sono rimaste sul piano delle parole, senza tradursi in decisioni operative. Un appoggio che, nei fatti, non ha modificato gli equilibri né prodotto conseguenze concrete.

Il risultato è un progressivo raffreddamento della vicenda. L’assenza di scelte ha finito per svuotare di peso politico la richiesta iniziale, fino a renderla marginale nel dibattito interno. Taglieri e D’Antuono escono da questa fase senza risultati tangibili e con una posizione inevitabilmente indebolita, anche in rapporto al loro ruolo nella maggioranza e alla rappresentanza in giunta.

La vicenda, più che chiudersi, si è cristallizzata, offrendo però una fotografia chiara dei rapporti di forza. Le leve decisionali restano saldamente nelle mani del sindaco e dei livelli sovracomunali del partito, mentre la componente consiliare appare sempre più ai margini.

Resta aperto un interrogativo: si tratta solo di una fase destinata a ricomporsi o dell’inizio di un nuovo assetto interno? La risposta, ancora una volta, sembra rimandata. E nel frattempo, a parlare è il silenzio delle decisioni.

4 commenti riguardo “IL SILENZIO DELLE DECISIONI

  • Forse i consiglieri hanno ragione ma nessuno lo vuole ammettere.
    E intanto in Sulmontini aspettano cose tangibili che fino ad ora non ci sono state (a parte l’aumento del volume della discarica che seguita ad inquinare).

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  • Sulmona capitale della monnezza

    Mentre i politicanti “giocano” tra di loro senza risolvere i tanti problemi irrisolti di Sulmona, i sulmonesi pagano l’aumento della TARI (leggasi monnezza) senza ricevere un adeguato aumento qualitativo del servizio

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  • Come al solito, almeno negli ultimi 6 anni, niente si fa’ e niente si organizza.
    La valle peligna è rassegnata, tutto va a gonfie vele e la discarica Cogesa continua a crescere e puzzare.
    Si spera che qualcuno si accorga di cosa sta’ succedendo e non capisco cosa i politici stiano ottenendo oziando e tramando potere.

    Risposta

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