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ACQUA: RIDATECI LA CASSA PER IL MEZZOGIORNO!

di Luigi Liberatore
L’unico aspetto (apparente) che secondo me assolve i politici abruzzesi, a reti  unificate, è quello di voler consegnare, o riconsegnare ad un unico ente gestore le risorse idriche della Regione. Guardate che il problema sul quale si stanno spendendo tutti, da sinistra a destra, non è una conquista innovativa ma un passo indietro, nel senso che si vanno a riscoprire le giuste coordinate che un tempo ispirarono uno degli ultimi governi a guida democristiana autentica, di De Gasperi per capirci, che con la Cassa per il Mezzogiorno, la Casmez, riuscì a costruire quasi diecimila kilometri di acquedotti portando acqua a oltre duemila comuni nell’Italia del Centro sud. Con un ente unico e a basso costo. Se possiamo concederci di ammirare questo analfabetismo come pratica politica di ritorno (concetto poco chiaro ma che aiuta a capire) di Lorenzo Sospiri e Marianna Scoccia che spingono la carretta pure per gli aristocratici e ipocriti esponenti di sinistra, dobbiamo allo stesso tempo dubitare, e ci pare più che lecito, che questo ritorno al passato sia per fare gli interessi di chi apre i rubinetti dell’acqua da mattina a sera. Sarò antipatico ma non sarò mai allineato. Cosa nasconde la frenesia di arrivare ad un unico ente gestore delle risorse idriche in Abruzzo? La logica del potere che con la costituzione di “cittadelle” accentrate fanno da sponda alle regioni che sono la primaria espressione negativa dell’Italia dal ’70 in poi. Sapete cosa disse Ugo La Malfa dopo la istituzione delle Regioni?: “Una proliferazione improduttiva di centri di spesa”. Non ci vuole molto a capire che l’approvazione della legge Sospiri-Scoccia è una illusione di ritorno all’antica che camuffa il potere decentrato e lo fa jngrassare dentro quello nazionale. Forse non sono stato molto chiaro, ma con l’acqua che scorre anche la lucidità espressiva va a farsi benedire. Tuttavia sento di poter dire a tutti i sindaci abruzzesi di non andare al traino, di reclamare davvero il potere di rappresentanza in questo carrozzone regionale unico che va assumendo capacità onnivore al pari del prospettato collegio unico elettorale. Sennò che ci stanno a fare. Altrimenti ridateci la Cassa per il Mezzogiorno, almeno sapremo con chi prendercela!

Un commento su “ACQUA: RIDATECI LA CASSA PER IL MEZZOGIORNO!

  • Non è un caso che alla Saca ci siano già piazzati familiari di Scoccia & Co.
    Non cambierà un bel niente, anzi i soliti ignoti faranno cassa.

    Risposta

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