MINACCE DAL CARCERE ALLA SUA EX: CONDANNATO A 1 ANNO E 4 MESI
Minacce dal carcere per fermare la testimonianza dell’ex: condannato a un anno e quattro mesi
Ha tentato di zittire la sua ex compagna con una minaccia di morte, nel tentativo di impedirle di testimoniare in tribunale. Per questo un 48enne straniero residente ad Anzio è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, al risarcimento di duemila euro e al pagamento delle spese processuali. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Concetta Buccini.
La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da gravi episodi di violenza domestica. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo, mentre si trovava detenuto nel carcere di Siena, avrebbe utilizzato il telefono della madre per contattare la sua ex, una 30enne, minacciandola esplicitamente affinché non rendesse testimonianza in un procedimento penale davanti al tribunale di Grosseto.
“Se vai davanti al giudice io questa volta ti ammazzo. Farai una brutta fine”, le avrebbe detto. Parole che hanno profondamente intimorito la donna, che in quel periodo si trovava ospite in una struttura della Valle Peligna dopo aver già denunciato l’uomo, temendo per la propria incolumità.
Il procedimento in cui la vittima avrebbe dovuto testimoniare riguardava lo stesso imputato, già sotto processo per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. L’obiettivo, secondo l’accusa, era chiaro: indurre la donna a mentire o a non presentarsi davanti all’autorità giudiziaria.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona, è partita proprio dalla denuncia della 30enne. Gli investigatori hanno acquisito tabulati telefonici e messaggi WhatsApp, elementi che hanno confermato la gravità delle minacce e il loro effetto intimidatorio sulla persona offesa.
Un comportamento ritenuto particolarmente grave, perché capace di compromettere il corretto funzionamento della giustizia. La donna, assistita dall’avvocato Giovanni Gabriele, si è costituita parte civile nel processo.
Una storia segnata dalla violenza e dalla paura, iniziata quando la 30enne viveva con l’uomo ad Anzio e proseguita fino all’intervento delle autorità con l’attivazione del codice rosso. Nonostante le intimidazioni, la donna ha trovato la forza di denunciare ancora una volta, contribuendo a far emergere i fatti e a ottenere giustizia.



