LETTERA A RETEABRUZZO DA UN TIFOSO DELL’AQUILA CALCIO 1927: IL SILENZIO DI BAIOCCO E IL FUTURO DA DECIFRARE
L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo daĀ <[email protected]> .Ā CāĆØ unāaria pesante, di quelle che si respirano solo quando i sogni di gloria sbattono contro la dura realtĆ di una stagione che definire fallimentare, forse, ĆØ quasi un eufemismo. L’Aquila 1927 si trova davanti a uno specchio che restituisce l’immagine di una societĆ e di una squadra “fantasma”, proprio nel momento in cui bisognerebbe gettare le basi per il domani. Il progetto tecnico di quest’anno si sta trascinando verso un epilogo amaro. Resta solo il miraggio dei playoff, quei “post-season” che, per quanto prestigiosi, non offrono alcuna garanzia di quel ripescaggio in Serie C tanto agognato dalla piazza. Fa male pensare che solo pochi mesi fa l’obiettivo dichiarato era la promozione diretta; oggi, invece, ci si ritrova a commentare un fallimento tecnico che nasce, inevitabilmente, dalle crepe societarie. Al centro del ciclone cāĆØ lui, Stefano Baiocco. Il presidente romano, che detiene il 49% delle quote attraverso la sua holding, sembra essere diventato una figura impalpabile. Apparizioni fugaci, pochi sorrisi e, soprattutto, un silenzio assordante sui programmi futuri. Nemmeno l’inibizione della Procura Federale può giustificare questa mancanza di comunicazione: i tifosi hanno bisogno di sentire la voce della proprietĆ , di capire se c’ĆØ ancora la volontĆ di investire o se il timone sta per essere lasciato alla deriva.
Eppure, i dati parlano chiaro: quest’anno, con la gestione tecnica affidata alla componente romana, si ĆØ speso molto di più rispetto alle stagioni precedenti, dove la base aquilana aveva centrato due secondi posti consecutivi con budget decisamente più contenuti. I soci di minoranza (ovvero i tifosi che detengono il 51%) hanno più volte richiamato alla prudenza e al contenimento dei costi, ma la gestione Baiocco ha tirato dritto, scontrandosi con risultati che non hanno pagato.
Senza la solida base dei tifosi aquilani, che rappresentano l’anima e il cuore pulsante di questo club, ci sarebbe seriamente da temere il peggio. Ora la palla passa a Baiocco: restare per programmare seriamente o ammettere che il percorso ĆØ arrivato al capolinea? L’Aquila non può permettersi un altro anno di incertezze. La cittĆ e la maglia meritano chiarezza, non altre ombre.




