“ETICA E POETICA”
“ETICA E POETICA”
dí Alessandro Petrilli
Sono trascorsi quasi cent’anni dalla stesura del saggio “Etica e politica” di Benedetto Croce, prima edizione del 1931 (in piena dittatura fascista), un’opera che getta chiarezza su questioni dove da secoli regna la confusione. Due i bersagli: 1) l’idea che la politica richieda primariamente “onestà” in senso morale-privato, e 2) la posa moralistica che, nauseata dalla politica, pretende di condannarla come “cosa sudicia”. Le invettive del Croce si indirizzano principalmente nei confronti di chi pretenderebbe di “fare politica senza i politici”, affidando la guida dello Stato o delle comunita’ a soggetti privi della virtù politica in senso proprio, cioè della capacità di agire nella polis (stato-città), rammendandoci che i governi dei tecnici, quasi sempre sono stati rimossi per incompetenza. L’argomento per analogia è tagliente: nella sfera medica chiediamo competenza, non “moralità”, perché in politica dovrebbe valere l’opposto?. L'”onestà politica” coincide con la capacità politica, come l’onestà del chirurgo è la sua capacità di operare senza “assassinare la gente”, cosi’ come in un giudice, la sua capacità è misurata dall’imparzialità e non dall’immoralità, eppure in politica, questa pretesa assurda sembra diffusa e perfino applaudita. Sulla scorta del pensiero del Croce, potremmo affermare che persino un poeta è disonesto o incapace se dovesse scrivere dei versi insinceri?, se poi un uomo è dotato davvero di genio politico, difficilmente potrà corrompersi in quella sfera che è la sua passione e la sua arte?, in caso contrario nessuna indulgenza. Se Croce chiude il suo ragionamento, con un’affermazione stringente: se un uomo “fa cattiva politica”, allora è semplicemente incapace, dunque disonesto in senso politico, con la corruzione morale che diventa rilevante solo quando si traduce in incapacità politica, io vorrei aprirne un’altro. L’assenza di verità e di sincerità nel linguaggio politico, ha favorito oltremodo una sorta di degenerazione culturale e sociale nel nostro territorio rispetto ad altre realtà?, la dissolutezza politica ha inciso oltre misura nella crisi occupazionale in Valle Peligna?, i nostri rappresentanti possiamo definirli integerrimi?. Ancora una volta giunge in nostro soccorso il Croce, la lezione viva che si può ricavare da Etica e Politica è quella di non “cadere nelle illusioni e nei miti della politica e della vita pratica e di conservare quella necessità che insita nella vita umana: pensare la propria esistenza per non farsi eccessivamente governare dagli altri”….!!!!. Volendo proiettare il pensiero di B. Croce all’epoca attuale, potremmo tranquillamente affermare che oggigiorno siamo in presenza di un’etica deteriorata?, di una politica inconsistente? e finanche di una POETICA (la grande assente) insofferente?, se potesse tornare in vita come definirebbe i nostri politici?: inetti?, incapaci? o ignavi?. Parafrasando e proiettando il suo pensiero ai giorni nostri, quanti sarebbero attualmente i politici che ci rappresentano ad essere oggetto delle sue invettive?, mentre a livello locale che insegnamento potremmo trarre dal Croce?. Se la Valle Peligna sta declinando verso l’ignoto……!!!!, probabilmente siamo in presenza d’inettitudine, d’incapacità pura o disonestà? o come sempre solo e semplice interpretazione…..?????.




