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CINEMA MON AMOUR

di Massimo Di Paolo 

Scorre lungo la baia di Cannes e accoglie il passeggio di quelli che ne hanno molti: dico, molti. Uno storico viale di fine XIX secolo, famoso per la bellezza delle spiagge, per i tramonti sulla Costa Azzurra e per il suo stile chic e molto, ma molto mondano. Sulla Promenade de la Croisette, il lungomare di Cannes che accoglie il cuore del glamour, tra shopping riservato, relax a cinque stelle, yacht e auto di lusso, troviamo adagiato il Palais des Festivals, la ‘casa riservata al Festival del Cinema di Cannes. Per l’edizione 2026 a sgranchire le gambe sulla Croisette, tra il 12 maggio e fino al 23, ci saranno attori e registi di grande respiro internazionale; volti noti e meno noti in rappresentanza del Nepal, della Costa Rica, della Somalia, dell’Iran e così via ma, non ci saremo noi. L’Italia, il Cinema italiano, sarà assente.

Cannes senza l’Italia; sembrerebbe uno scherzo da teatro comico invece è una realtà. Molta Francia -ovviamente- molta Asia, nuove sperimentazioni e grandi nomi noti come Pedro Almodóvar, Catherine Denevue, PenélopeCruz, Johon Travolta, Iavier Barden e così via, ma: l’Italia non ci sarà. Il direttore, un certo Thiérry Fremaux  –che non abbiamo ancora avuto modo di ospitare a ReteAbruzzo sembra abbia detto “non ho visto film interessanti e meritevoli tra quelli italiani presentati, tanto da entrare in concorso, non è grave ma tornerete”. Capiamo; ma non vogliamo certo prenderci pena per non poterci cullare nell’illusione che il cinema sia il centro del mondo. Ora, sappiamo bene che in Italia di problemini da risolvere ne abbiamo molti -basti pensare all’ultimo caso nazionale sulla questione dei Promessi Sposi di Valditara–  ma certo è che la Nazione che ha rivoluzionato il Cinema mondiale, con il neorealismo italiano e che ha influenzato il cinema internazionale con 14 statuette ufficiali agli Oscarsia assente, fa specie e disturba non poco, aprendo diverse riflessioni.

La stagione dei Festival del Cinema in Italia cresce in modo esponenziale. A sentire l’Afic, l’Associazione che raggruppa le rassegne più importanti, siamo arrivati a 120 festival senza considerare quelli minori, sparsi nella gran parte dei Comuni della penisola, nel tentativo di fare turismo attraendo cinefili. Oltre due milioni gli spettatori con il record di 50mila presenze per il Bif&st di Bari che, di fatto, apre la stagione delle grandi rassegne. Migliaia gli addetti ai lavori, supportati -quando funzionano- dalle Film Commission regionali e dalle grandi case di produzione. I frequentatori sono giovani con una media di 37,5 anni -più anziani quelli che frequentano le sale durante tutto l’anno- il 63% è laureato ma, cosa molto interessante, il 50% di questo pubblico ha tra i 15 e i 34 anni; come dire, gli spettatori di domani.  

Febbre da Festival si potrebbe dire in Italia, anche se non ci saremo, a Cannes. Poca importa; meglio un Cinema di Comunità che una coccarda da mettere sul bavero. E poi ne abbiamo tanti dei nostri, e prima o poi torneremo nella notte degli Oscar o a passeggio sulla Croisette. Per ora, per intenditori o meno, prezzo del gasolio permettendo, dopo il Bif di Bari, il Biografilm di Bologna, il Festival del Cinema muto in Friuli; a Pesaro il Nuovo Cinema festival, a Taormina, a Ischia e a Firenze con il festival dei Popoli.  Volendo continuare sarebbe troppo lunga per arrivare a Venezia in settembre, a Roma in ottobre e a Torino in novembre. Dicembre? Il Noir di Milano. Cinema mon amour, ma si potrebbe perfino dire adoré, ben aimé se lo Stato, con il Ministero della Cultura, riuscisse ad integrare il fondo unico per il cinema con bandi triennali per dare certezze a chi crea e organizza Cinema: cultura, formazione per il pubblico, crescita di lavorospecializzato, opportunità per territori e paesi in stagnazione.

Come sempre “libri & Visioni” in conclusione, vuole dire la sua. In questa puntata della rubrica, desidera suggerire due appuntamenti straordinari da dedicare al Cinema: Il “Racconto delle minoranze”, al Bolzano Film Festival e al Gora Film Festival di Trastevere, “Guardare Oltre guardare Attraverso” dedicato alle sfide e ai sogni degli autori under 35. Buona visione, sempre!

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