IL SENTIERO DELLA LIBERTÀ NEL GIORNO DEL 25 APRILE: MEMORIA VIVA TRA STORIA E NUOVE GENERAZIONI
Sotto un sole accecante, passo dopo passo lungo i sentieri della Maiella, hanno ripercorso la strada della libertà. Non una semplice escursione, ma un cammino carico di memoria e significato.
In tanti, tra cittadini, appassionati, giovani in servizio civile e soprattutto studenti, hanno preso parte all’edizione di quest’anno, organizzata in formato ridotto da Sulmona a Campo di Giove. Una scelta dettata dalla necessità di mettere in sicurezza il tracciato completo fino a Casoli, che tradizionalmente si sviluppa in tre giorni di cammino attraversando Guado di Coccia e la Linea Gustav sulla Maiella.

A guidare il senso profondo della manifestazione è stato il presidente dell’associazione Freedom Trail, Graziano Litigante, che ha sottolineato il valore speciale di questa edizione: “Stiamo celebrando un’edizione particolare nella giornata del 25 aprile. C’è una buona partecipazione sia della cittadinanza sia di persone provenienti da tutto l’Abruzzo. È un momento di condivisione, di memoria e di trasmissione dei valori della resistenza umanitaria, fatta di solidarietà, piccoli gesti di coraggio e altruismo da lasciare alle nuove generazioni”.
Tra i partecipanti anche ambientalisti, pacifisti e la presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Marina Marinucci, a testimonianza di una partecipazione ampia e trasversale che ha unito sensibilità diverse nel nome della memoria e dei valori della libertà. Presente con il gonfalone sia il Comune di Sulmona che quello di Campo di Giove, a suggellare il legame istituzionale e simbolico tra i territori attraversati dal cammino.
Tra i presenti anche due nipoti di un ex prigioniero di guerra del Campo 78 di Fonte d’Amore, fuggito l’8 settembre 1943, che in questi giorni stanno ripercorrendo le tracce familiari, visitando i luoghi simbolo di quella storia.

Il Sentiero della Libertà non è solo un evento, ma un vero e proprio viaggio nella memoria. Dal 2001 ripercorre infatti la fuga dei prigionieri alleati dal campo di internamento di Sulmona verso Casoli, attraversando le montagne abruzzesi all’indomani dell’armistizio. Un percorso riscoperto grazie a un lungo lavoro di ricerca che vide coinvolti docenti e studenti del Liceo Fermi insieme ad ex prigionieri britannici, restituendo dignità e visibilità a una pagina fondamentale della storia locale e nazionale.
A ricordarne il valore simbolico è stata Maria Rosaria La Morgia, ex presidente dell’associazione e membro del comitato culturale: “Questo 25 aprile è una giornata dal forte significato. Il Sentiero vive una sola tappa, ma è importantissima perché apre le celebrazioni per l’ottantesimo della Repubblica. Una Repubblica nata da una Resistenza plurale: armata, ma anche civile e umanitaria, come quella vissuta in questo territorio”.
Un richiamo che riporta alla prima edizione del 2001, quando a Sulmona arrivò il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sottolineando il legame tra la resistenza armata, come quella della Brigata Maiella, e quella civile che proprio tra queste montagne contribuì alla rinascita democratica dell’Italia.

Presente alla partenza anche il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi con l’assessora alla Cultura Emanuela Cosentino. Il sindaco ha evidenziato il valore attuale del percorso: “Deve essere un sentiero di pace e solidarietà, per ricordare il coraggio di uomini e donne che, rischiando la propria vita, aiutarono chi fuggiva dal Campo 78. È una giornata del ricordo, ma anche un’occasione per rinnovare la consapevolezza di questi valori nelle nuove generazioni”.
E proprio i giovani sono stati tra i protagonisti della giornata, con la partecipazione degli studenti del Liceo Fermi, dell’Istituto Ovidio e dell’ITIS di Pratola, testimoni di un passaggio di memoria che continua a rinnovarsi.
Tra la folla, anche chi è arrivato dall’Inghilterra con in mano fotografie e documenti: sulle tracce del nonno, prigioniero a Sulmona e fuggito dopo l’8 settembre 1943. Una storia personale che si intreccia con quella collettiva, lungo un sentiero che continua a raccontare libertà, coraggio e umanità.





