GUIDO BRANCADORO. IL 25 APRILE E’ ANCHE IL GIORNO PER RICORDARE L’EROE DI CASTEL DEL MONTE
di Bruno Dante
CASTEL DE MONTE – Il 30 aprile 1942 un giovane di 20 anni veniva giustiziato dai nazisti nel penitenziario di Loos nel Nord della Francia. Poco prima di morire aveva scritto ai genitori: “Sarò passato per le armi alle 19,30 con i miei ultimi pensieri per voi. Sono i Francesi che mi consegnano ma io grido “Viva la Francia “, i Tedeschi che mi giustiziano ma io grido: “Viva il popolo tedesco e la Germania di domani”.
Guido era un giovane militante comunista che, a sprezzo del pericolo, diffondeva la stampa clandestina e compiva atti di sabotaggio contro gli occupanti nazisti, pagando con la vita la sua dedizione alla causa della libertĆ .
Lo voglio ricordare oggi, nel giorno della Liberazione, questo giovane combattente di Castel del Monte, dove era nato nel 1921. A 4 anni i suoi genitori lo portarono in Francia. Dopo la scuola dell’obbligo scese in miniera. Aveva appena 13 anni. Nelle viscere della terra incontrò altri giovani come lui, aderƬ al movimento operaio, maturò quel sentimento di emancipazione che lo fece entrare nella lotta armata contro i nazisti. Catturato dalla Gendarmeria francese nel 1941, fu internato nel carcere di Douai e trasferito poi nel durissimo penitenziario di Fontevraud-l’Abbaye, dal quale venne prelevato dai nazisti per essere giustiziato a Loos in rappresaglia all’omicidio di un soldato tedesco.
Il Comune di Fenain, dove ha trascorso la sua breve esistenza, ha inciso il suo nome in un grande monumento alle vittime della barbarie nazista. In Italia, invece, tutti lo hanno dimenticato. Eppure lui ĆØ morto da italiano. Fino all’ultimo istante della sua vita lui non ha mai rinunciato alla sua nazionalitĆ . Lui ĆØ figlio delle nostre montagne, di quell’Abruzzo terra di pastori come suo padre. Forse avrebbe meritato che il suo sacrificio fosse ricordato nella CittĆ Capitale della Cultura. Lo ha dimenticato persino il suo paese natale, Castel del Monte, che non gli ha ancora dedicato una piazza, una strada, un monumento, nulla che possa trasmettere alle generazioni future il ricordo di un giovane morto per libertĆ .




