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SULMONA, PERCHÉ NESSUNO PARLA PIÙ DEL TRIBUNALE?

di Luigi Liberatore

Io una idea ce l’ho: dei defunti mai dire male in pubblico, e manco dire bene in privato. A sinistra tengono a freno la lingua perché non si sa mai, nel senso che potrebbe poi tornare utile riesumare il problema. Cioè il morto.

A destra hanno paura di affrontare la questione ora che, col referendum sulla Giustizia, hanno preso una sonora scoppola. Vive nel cosiddetto limbo il tribunale di Sulmona, in compagnia di quelli di Avezzano, Lanciano e Vasto, costretto a viaggiare tra il paradiso e l’inferno a seconda di dove uno volge lo sguardo, una volta a destra e quindi a sinistra, senza che mai sia considerato defunto secondo la teoria lapalissiana.

Eppure tutto lascia pensare che siamo al tempo della sofferenza finale, al non ritorno. Capisco che la sinistra sulmonese non ne parli, poiché ciò che resta dell’intellighenzia di Auciello, di Autiero e di Del Signore sono davvero ramoscelli incauti e inosservanti sia in fatto di praxis, sia mal sostenuti sul fronte teoretico e speculativo.

In consiglio comunale non ne fanno ora un elemento di analisi o di scontro perché non ne capiscono nulla di politica. Sono più accorti quelli di Fratelli d’Italia e affiliati, che stanno zitti sul funerale imminente del tribunale in quanto fiutano il naufragio con la scomparsa del presidio giudiziario, sulle cui fondamenta avevano illuso e colluso l’elettorato.

Dopo il referendum sulla Giustizia ha appeso le “scenne” il sindaco Tirabassi, che sulla storia della permanenza a Sulmona del tribunale aveva chiesto un investimento a occhi chiusi: “Fidatevi di me”, aveva detto alla gente, sia a quella che sta lontana dai perversi ingranaggi della giustizia, sia a quella che non ne può fare a meno per necessità. Aveva perfino prospettato i vantaggi economici derivanti dalla permanenza in terra sulmonese del tribunale e la deterrenza nei confronti della malavita.

Il tempo è galantuomo, però. Sempre. Ora si fa più evidente che il silenzio sul problema sconfigge sia la destra che la sinistra: chi ne aveva fatto della permanenza del tribunale un simbolo ed è stato deluso, e chi pensa che non parlandone oggi possa poi rispolverarlo domani.

Mi piace pensare che magistrati e avvocati abbiano fiutato per tempo la trappola politica. Perché gli elettori, me compreso, sono canne al vento.

Un commento su “SULMONA, PERCHÉ NESSUNO PARLA PIÙ DEL TRIBUNALE?

  • Salveranno Avezzano ma Sulmona è spacciata !!!
    un’altro chiodo per la bara.
    Adesso allargheranno la discarica Cogesa così la condanna a morte sarà certa.
    I miei complimenti ad amministratori e politici locali.

    Risposta

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