SULMONA, IN FORZA ITALIA VIGE LA LEGGE DI LAVOISIER (PER ADESSO)…
di Luigi Liberatore
La città di Sulmona non si aspettava nulla di spettacolare, nel senso di inatteso, oppure di eclatante che potesse cambiare i destini della politica tanto da modificare in meglio la vita del popolo. Eppure c’era attesa. Non erano tanti, nemmeno pochi, quelli che immaginavano un salto di qualità all’indomani della convocazione dell’assemblea cittadina di Forza Italia non foss’altro perché sulla graticola c’era il coordinatore, il dottor Lirenzo Fusco, di cui pareva fosse in discussione la “testa”, nel senso di leadership. Non era di poco conto l’attesa in quanto eventuali modifiche all’interno della segreteria cittadina potevano generare scossoni nel Consiglio comunale di Sulmona in relazione alla richiesta di biglietti di entrata nel partito, per capirci cioè dei presunti ma mai negati tentativi di aprire le porte a Marianna Scoccia e al suo esercito. Le mire del vice presidente del Consiglio regionale sono note e guardano al di là del soglio che adesso occupa, tuttavia devono provare uno stop forse inatteso dal deliberato della segreteria di Forza Italia che rinnova invece fedeltà al coordinatore Lorenzo Fusco, forzista della prima ora, buon uomo, e che semmai mette in crisi i consiglieri comunali Taglieri e D’Antuono che rischiano di essere messi fuori da Forza Italia. Il partito dei Berlusconi risponde ancora oggi alla legge di “Lavoisier” per cui banalmente nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Accade pure qui in Valle peligna, a Sulmona, dove gli “Azzuri” non recitano il de profundis al titolare in cattedra (Fusco), non prospettano la fine di Taglieri e D’Antuono ma non sbarrano la strada a Marianna Scoccia. Sì, perché di tutto questo non se n’è parlato in direttivo, ovvero non è stato reso pubblico. Sapete cosa potrebbe accadere? Che Fusco tra non molto abbandona per sua scelta, che Taglieri e D’Antuono restano nel partito e che Marianna Scoccia andrà titolare per un posto da parlamentare col tricolore perché in fondo va a colmare il terzo stadio della legge di Lavoisier, per merito suo come ciclo finale di conservazione. Guardate, c’e una riflessione amara a conclusione di questo mio ragionamento per quanto malandato sia: la città non ne trae giovamento.




Su questo il giornalista ha ragione.
Sulmona e i suoi Sulmontini non hanno tratto mai giovamento da questa e dalla precedente amministrazione.
Pensate un attimo al COGESA e vi renderete conto di quanto ha guadagnato il territorio ridotto ad una pattumiera sempre più grande ed ad un inquinamento sempre maggiore.
Verrà un tempo e non fra molto, in cui il Primo Cittadino dopo le unghie mostrerà il pugno, rivestendo in pieno e interpretando coerentemente il proprio ruolo.
Un Cittadino libero e onesto del quale bisogna temere il diplomatico sorriso, la pragmatica abilità alla mediazione e l’apparente flemma decisionale.
Superato il primo anno di mandato, stiano “attenti TUTTI”.
Di un uomo così non si compra l’onesta intellettuale !!!!!