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SCONTRO SULLA NOMINA DEL DIRIGENTE: IL SINDACO RESPINGE LE ACCUSE, LA MINORANZA CONTRATTACCA

SULMONA – Il primo cittadino è intervenuto per difendere la scelta dell’ingegnere Gianni Di Loreto come dirigente a tempo determinato, respingendo “categoricamente” ogni ipotesi di natura politica o di accordi sottesi. Una decisione, ha ribadito, assunta esclusivamente nel rispetto delle norme e sulla base della procedura pubblica comparativa, con particolare riferimento all’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, che individua nell’esperienza professionale il criterio prioritario.

Nel suo intervento, il sindaco ha inoltre respinto le accuse delle minoranze, definite “farneticanti insinuazioni”, accusando l’opposizione di non aver prodotto proposte utili per la città e di limitarsi a polemiche sterili. Ha poi chiarito anche la posizione del segretario generale, l’avvocato Franca Colella, precisando che la sua nomina non è riconducibile ad alcuna appartenenza politica ma esclusivamente a competenze professionali riconosciute dall’intera amministrazione.

“Non sono persona che subisce pressioni o condizionamenti”, ha aggiunto il sindaco, rivendicando autonomia nelle decisioni e fiducia da parte degli elettori.

Non si è fatta attendere la contro-replica delle minoranze consiliari, che hanno ribaltato le accuse puntando il dito contro l’operato dell’amministrazione. Secondo l’opposizione, il sindaco “continua a confondere le responsabilità della propria maggioranza con quelle della minoranza”, rivendicando invece un ruolo di controllo e denuncia.

Nel mirino delle minoranze finiscono alcune scelte amministrative definite “farneticanti”: dal progetto di demolizione dello stadio Pallozzi, all’ipotesi di investimenti nel Sulmona Calcio, fino alla gestione della nomina del dirigente dei lavori pubblici, ritenuta tardiva e “rocambolesca”. Critiche anche sulla questione dei trasporti, con riferimento all’esternalizzazione del servizio senza, secondo l’opposizione, risultati concreti.

L’affondo finale è diretto: “Ad oggi il sindaco non è in grado di indicare nemmeno due atti o opere pubbliche riconducibili alla propria sindacatura”, accusano i consiglieri, invitando il primo cittadino a utilizzare la propria “protervia” per sollecitare risultati concreti dalla filiera politica che lo sostiene.

Uno scontro che conferma il clima teso all’interno del Consiglio comunale, con maggioranza e opposizione sempre più distanti sulle scelte amministrative e sul futuro della città.

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