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MINACCIÒ L’EX COL CACCIAVITE: ASSOLTO DAI MALTRATTAMENTI, CONDANNATO PER MINACCIA AGGRAVATA

Si è concluso davanti al giudice del Tribunale di Pescara il processo a carico di un 50enne di Sulmona, residente a Popoli Terme, accusato di una serie di condotte violente e persecutorie nei confronti della sua ex compagna. L’uomo è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia, ma ha ricevuto una condanna per il reato di minaccia aggravata.

Le indagini avevano delineato un quadro di fortissima pressione psicologica e intimidazione, protrattosi dal gennaio 2022 fino al maggio 2024. Secondo l’accusa, l’imputato – già precedentemente condannato con rito abbreviato per episodi analoghi verso la stessa donna – avrebbe messo in atto una vera e propria strategia del terrore: dai pedinamenti quotidiani alle manomissioni dell’impianto elettrico del garage della vittima per farne un uso improprio.

L’episodio più inquietante risale all’11 febbraio 2024, quando il 50enne avrebbe puntato un cacciavite alla gola della donna, pronunciando parole agghiaccianti: “Ora te lo ficco in gola, tanto qui non ci vede nessuno”. A peggiorare il clima di ansia costante, l’uomo era arrivato persino a prendere in affitto una mansarda situata esattamente sopra l’abitazione dell’ex compagna, continuando a inviare messaggi e lasciare biglietti minacciosi per scoraggiarla dal presentare denuncia.

Nonostante la gravità degli episodi contestati, il giudice ha ritenuto che non vi fossero gli estremi per il reato di maltrattamenti in famiglia. Nello specifico, non è emersa l’abitualità necessaria per configurare tale fattispecie di reato; pertanto, l’uomo è stato assolto da questa accusa perché “il fatto non sussiste”.

Tuttavia, il magistrato ha riconosciuto la colpevolezza per le minacce, con l’aggravante della pregressa relazione sentimentale. Per queste condotte, l’imputato, assistito dall’avvocato Fabio Cantelmi, è stato condannato al pagamento di una multa di 540 euro.

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