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VERINI E PADOVANI: “SIAMO L’UNICA CITTA’ AL MONDO SENZA SCUOLE NEL CENTRO STORICO”

di Enrico Verini e Gianni PadovaniĀ 

L’AQUILA – A Teramo si ricostruiscono le scuole, all’Aquila si collezionano scuse: il fallimento politico della destra. Per anni l’amministrazione comunale dell’Aquila ha raccontato alla cittĆ  una sola, identica storia: le scuole in centro non si possono rifare. Colpa delle norme tecniche, dei vincoli, della complessitĆ . Una narrazione ripetuta ossessivamente, utilizzata come alibi per giustificare l’inerzia e coprire una scelta politica precisa: abbandonare il centro storico a un lento svuotamento.
Oggi quella narrazione ĆØ crollata. A Teramo, nel pieno centro storico, partono i lavori per la ricostruzione della scuola ā€œFrancesco Saviniā€, con interventi complessi: adeguamento sismico, efficientamento energetico, rispetto dei vincoli storici, rigenerazione urbana. Esattamente ciò che, secondo la destra aquilana, sarebbe stato impossibile fare. Dunque, la veritĆ  ĆØ una sola: non ĆØ vero che non si poteva fare. Non lo avete voluto fare. E questo non ĆØ un dettaglio tecnico. ƈ un fallimento politico clamoroso.
PerchĆ© mentre altre cittĆ  affrontano la complessitĆ  e investono sul futuro, all’Aquila si ĆØ scelto deliberatamente di rinunciare. Si ĆØ scelto di non riportare studenti, famiglie, vita quotidiana nel cuore della cittĆ . Si ĆØ scelto di svuotare il centro, trasformandolo in uno spazio senza servizi essenziali, senza comunitĆ , senza prospettiva. Il risultato ĆØ sotto gli occhi di tutti: nel 2026, anno della Capitale Italiana della Cultura, L’Aquila detiene un primato vergognoso — ĆØ l’unica cittĆ  al mondo senza scuole nel proprio centro storico. Un primato mondiale di cui dovremmo solo vergognarci, soprattutto nell’anno in cui dovremmo rappresentare il meglio della cultura italiana.
Altro che cultura. Senza scuole non c’è futuro, non c’è comunitĆ , non c’è cittĆ .
E mentre a Teramo si parla apertamente di ā€œrigenerazione urbana e socialeā€ attraverso il ritorno delle scuole in centro, all’Aquila la destra continua a nascondersi dietro giustificazioni ormai smascherate dai fatti. La realtĆ  ĆØ che ĆØ mancata una visione, ma soprattutto ĆØ mancato il coraggio.
Non basta tagliare nastri, organizzare eventi o rivendicare titoli: una cittĆ  vive se ĆØ abitata, se ĆØ attraversata ogni giorno, se ĆØ costruita intorno ai servizi fondamentali. Le scuole sono il primo di questi servizi. Senza scuole, il centro storico resta un guscio vuoto.
E allora la domanda diventa politica, inevitabile: chi risponderĆ  di questo fallimento?
Noi continueremo a denunciare questa situazione senza sconti, perchĆ© ĆØ inaccettabile che una cittĆ  come L’Aquila venga privata di un diritto fondamentale e di un elemento essenziale della sua rinascita. E continueremo a proporre soluzioni concrete, perchĆ© la differenza tra chi governa e chi subisce gli eventi sta tutta qui: nella capacitĆ  — o nell’incapacitĆ  — di scegliere.
A Teramo si ĆØ scelto di ricostruire e riportare la vita nel centro storico.
All’Aquila si ĆØ scelto di non farlo.
E oggi, finalmente, ĆØ chiaro a tutti.

*Consiglieri comunaliĀ 

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