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SULMONA, DOCENTE A GIUDIZIO PER PRESUNTA DIFFAMAZIONE

Sulmona, docente a giudizio per presunta diffamazione: nel mirino frasi contro la dirigente del Liceo Vico

SULMONA, 23 aprile – Sarà il giudice di pace a fare luce su una vicenda che ha scosso l’ambiente scolastico del Liceo Vico, dove una docente di 56 anni, F.M., è stata citata a giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti della dirigente scolastica.

Secondo quanto ricostruito dagli atti, i fatti contestati si sarebbero verificati tra l’autunno del 2023 e l’estate del 2024. L’insegnante avrebbe pronunciato, in diverse occasioni e davanti a più interlocutori – colleghi, genitori e anche studenti – affermazioni ritenute lesive della reputazione della dirigente.

Al centro delle presunte dichiarazioni vi sarebbero critiche legate alla gestione di incarichi connessi a progetti finanziati con fondi pubblici, oltre a rilievi sull’organizzazione interna dell’istituto. Tra i punti sollevati figurano la nomina dei responsabili dei progetti, l’assegnazione di ruoli e la gestione delle risorse digitali.

In alcuni episodi, la docente avrebbe segnalato disservizi come la mancanza di laboratori, problemi tecnici legati al registro elettronico e carenze nelle dotazioni informatiche. In un caso, parlando con un genitore, avrebbe definito l’organizzazione scolastica “caotica”.

Non mancherebbero, sempre secondo l’accusa, affermazioni più pesanti: dall’ipotesi di un utilizzo improprio dei fondi destinati ai progetti scolastici fino al sospetto di accessi non autorizzati al proprio computer. Dichiarazioni che sarebbero state espresse sia in contesti informali sia in sedi istituzionali, come riunioni e consigli di classe.

Per l’accusa, si tratterebbe di condotte reiterate, riconducibili a un unico disegno, tali da configurare l’ipotesi di reato continuato, con l’aggravante di aver offeso un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

La vicenda ha preso avvio da una querela presentata nel luglio 2024. In un primo momento era stata valutata anche l’ipotesi di stalking, poi non accolta dalla procura di Sulmona. Il caso aveva comunque portato a un’ispezione ministeriale all’interno dell’istituto.

Ora la parola passa al giudice di pace, chiamato a stabilire la fondatezza delle accuse e le eventuali responsabilità.

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