DALLA MADONNA CHE SCAPPA AL PALIO DELLA GIOSTRA: I RAGAZZI CHE UNISCONO LE TRADIZIONI DI SULMONA
C’è un filo invisibile che lega le due manifestazioni più sentite e identitarie di Sulmona. Un filo fatto di passione, appartenenza e dedizione. Quest’anno, a renderlo ancora più evidente, sono stati quattro ragazzi: protagonisti nella corsa della Madonna che scappa in piazza la domenica di Pasqua e, allo stesso tempo, pronti a sfidarsi da avversari nella Giostra cavalleresca: Giampaolo Luongo, (Sestiere di Porta Manaresca), Guido Cirstensiense (Sestiere di Porta Filiamabili), Augusto Bevilacqua (Borgo di Santa Maria della Tomba), e Salvatore Vanore, (Sestiere di Porta Bonomini)
Sono loro ad aver fatto parte della quadriglia che ha portato in corsa la statua della Madonna in piazza Garibaldi, uno dei momenti più intensi e simbolici per la città. Una scena carica di emozione, seguita da migliaia di persone, in cui fede e tradizione si fondono in un rito che si rinnova da secoli.
Ma dietro quell’unità, dietro quella corsa perfettamente sincronizzata, si nasconde anche un’altra identità. I quattro ragazzi, infatti, appartengono ciascuno a un Borgo o a un Sestiere della Giostra cavalleresca. E se a Pasqua corrono insieme, pochi mesi dopo si ritroveranno uno contro l’altro, animati dallo spirito competitivo che da sempre caratterizza il Palio.
A rendere ancora più suggestiva la coincidenza, anche la mascotte che ha effettuato il sorteggio dall’urna fa parte del mondo della Giostra, confermando quanto le due tradizioni siano intrecciate ben oltre il calendario degli eventi.
È il volto più autentico di Sulmona: una comunità che sa essere unita nei momenti solenni e capace di trasformare la rivalità in energia positiva quando si tratta di celebrare la propria storia. I giovani, in questo senso, rappresentano il cuore pulsante di questa continuità. Sono loro a raccogliere il testimone, a mantenere vivi i riti, a garantire che manifestazioni come la Madonna che scappa in piazza e la Giostra cavalleresca non restino solo memoria, ma continuino a vivere nel presente.
Due eventi diversi, per origine e significato, ma profondamente legati dallo stesso spirito. E quest’anno, grazie a questi ragazzi, quel legame è apparso ancora più forte, visibile, concreto. Uniti nella fede, avversari nel gioco, ma sempre custodi di una tradizione che è identità condivisa.
La foto di copertina è di Giovanni Bartolomucci




