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CONTROVERSIA CON UN DIPENDENTE: LA GIUNTA DI SULMONA NOMINA DI NUOVO UN AVVOCATO ESTERNO

di Marco Alberico

La Giunta Comunale di Sulmona, con la deliberazione n. 69 del 15 aprile 2026, ha affidato un incarico legale esterno all’avvocato del Foro locale Paolo Moca per la gestione di un contenzioso in materia di diritto del lavoro. La vicenda trae origine da un ricorso presentato da un dipendente dell’Ente presso il Tribunale di Sulmona, con udienza fissata per il prossimo 5 maggio.

Come scritto nero su bianco sulla delibera, l’Amministrazione avrebbe ravvisato la necessitĆ  di rivolgersi a un professionista esterno a causa dell’impossibilitĆ  dichiarata dai legali interni di assumere il patrocinio. Nello specifico, agli atti risulterebbero le comunicazioni dei due avvocati dipendenti dell’Ente: uno risulterebbe assente, mentre l’altro avrebbe segnalato un carico di incombenze lavorative tale da non permettere di seguire la nuova pratica nei tempi ristretti imposti dalla scadenza processuale.

Sotto il profilo del diritto amministrativo, il ricorso a consulenze esterne in presenza di una struttura legale interna ĆØ un tema spesso al centro dell’attenzione della magistratura contabile. In base all’articolo 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001 e agli orientamenti della Corte dei Conti (si veda, ad esempio, la sentenza 341/2023 della Sezione Toscana), l’affidamento esterno dovrebbe configurarsi come un’eccezione, giustificata da una documentata impossibilitĆ  oggettiva di utilizzare le risorse umane interne. La giurisprudenza chiarisce infatti che il “sovraccarico” non può essere una mera formula di stile, ma deve derivare da un’istruttoria che confermi l’effettiva incompatibilitĆ  dei carichi di lavoro.

Nel caso in esame, il Comune sembra aver seguito tali canoni di rigore, citando formalmente le dichiarazioni depositate agli atti dai legali interni per motivare la scelta. La consistenza in oggetto sembrerebbe segnare un cambiamento di rotta rispetto a una passata tendenza nel cercare patrocini al di fuori del foro locale.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, il compenso previsto ĆØ pari a 4.300 € circa oltre agli oneri di legge, cifra che risulterebbe da un preventivo con una riduzione del 20% rispetto ai parametri medi ministeriali.

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