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QUANDO LA BRIGATA MAIELLA LIBERO’ BOLOGNA: IL RICORDO NEL DIARIO DI GILBERTO MALVESTUTO

di Giuseppe Fuggetta

“All’alba del 21 aprile la 1^Compagnia fucilieri e il mio plotone mitraglieri ad essa aggregato iniziano l’attacco per l’occupazione di Bologna…la folla enormemente assiepata in via Rizzoli, in via Indipendenza ed altre parallele fino a piazza Re Enzo, piazza Maggiore, via Mazzini ed altre ancora, accoglie le prime truppe liberatrici con un entusiasmo indescrivibile. E noi della Maiella facciamo fatica a passare. Dalle finestre e dai balconi migliaia di bandiere e drappi tricolori sventolano al vento di primavera, mentre migliaia e migliaia di volantini che inneggiano alla Resistenza e alla libertĆ  coprono il cielo nella loro corsa volteggiando a lungo sulla moltitudine osannante ed impazzita per la gioia, travolta dall’entusiasmante momento che Bologna sta vivendo per la libertĆ  riconquistata”.

Sono parole tratte dal diario del sulmonese Gilberto Malvestuto, ufficiale della Brigata Maiella che entrò in Bologna liberata all’alba di ottantuno anni fa, nella giornata gloriosa del 21 aprile. Malvestuto, scomparso nel 2023, ĆØ stato uomo-simbolo della Brigata Maiella, fino agli ultimi giorni sempre pronto a raccontare ai giovani i fatti legati alla lotta di Resistenza, condivisi con i patrioti della Brigata Maiella e di cui fece memoria nel suo diario. “La gente piange anche, mentre una ragazza fendendo la folla, mi raggiunge di corsa e mi stringe forte a sĆØ e poi mi dice anche “grazie Tenente”. Mi bacia a lungo e poi scompare, mentre suona per la prima volta dopo tanto tempo, il campanone della torre del capitano del popolo” prosegue Malvestuto nel suo diario. Sono pagine sempre vive che rivelano tutta la commozione, la gioia, l’entusiasmo di quei giorni, che segnano una delle tappec conclusive della Resistenza, culminanti nella giornata storica del 25 aprile. Pagine che devono parlare soprattutto ai giovani d’oggi per fare memoria dei valori di libertĆ , democrazia e giustizia che sono fondamento della Costituzione repubblicana, nata dalla lotta contro il regime fascista e contro l’occupazione nazista. Quei valori non devono restare solo impressi sulla carta, come principi e come ideali ma occorre che siano vissuti e tutelati ogni giorno, perchĆØ la democrazia viva e sia costantemente difesa.

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