MINACCE AL VICINO, ASSOLTO IMPRENDITORE
Minacce al vicino, assolto imprenditore: “il fatto non sussiste”
Non è emersa la prova della minaccia grave. Con questa motivazione il giudice Emanuela Cisterna ha assolto un imprenditore 40enne del comprensorio peligno, finito a processo con l’accusa di aver minacciato di morte il vicino di casa. Una decisione che chiude il capitolo più delicato della vicenda giudiziaria, lasciando in piedi solo la condanna per lesioni.
I fatti risalgono al 22 agosto 2021. Secondo la ricostruzione, l’uomo, dopo aver scoperto presunti abusi ai danni della figlia di nove anni, avrebbe reagito aggredendo il vicino con un bastone, provocandogli ferite giudicate guaribili in venti giorni. Per quell’episodio è stato condannato a 15 giorni di reclusione.
Diverso l’esito sul fronte delle minacce: nel corso del processo non sarebbe stata raggiunta la prova della gravità dell’episodio contestato, portando il giudice a pronunciarsi con l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
Già nella fase preliminare, l’imputato aveva sostenuto di aver agito per difendere la figlia, indicando comportamenti molesti e abusi a sfondo sessuale che risalirebbero al 2019. Un’accusa che ha trovato riscontro nei vari gradi di giudizio a carico del vicino di casa, il quale ha rinunciato al ricorso in Cassazione ed è stato condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione, pena poi ridotta di due terzi in Corte d’Appello.
Il giudice ha accolto la linea difensiva dell’avvocato Vincenzo Colaiacovo, mentre la parte civile è stata rappresentata dall’avvocata Giuliana De Nicola. Una vicenda complessa, che intreccia giustizia, tutela dei minori e reazioni personali, e che ora si chiude con un esito giudiziario differenziato per i diversi capi d’accusa.




