“FINCHE’ DURERA’ LA TERRA”. NEL LIBRO DI GIOVANNI GRASSO L’ANALISI SULLA FEDE CON AL CENTRO NOE’
L’AQUILA – Finché durerà la terra, un versetto della Genesi, è il titolo dell’ultimo romanzo di Giovanni Grasso. Dismessi i panni da portavoce del Presidente della Repubblica, che venerdì scorso, in mattinata, lo avevano visto “docente“ in un seminario di formazione ai colleghi giornalisti, Giovanni Grasso, nel pomeriggio, fa emergere, dalle pagine pubblicate da Rizzoli, la sua passione per il teatro. Nel libro non aleggia il Quirinale che frequenta quotidianamente per lavoro. Non deve dimostrare che i costi reali del Colle sono inferiori alla media inglese, un esempio, che in mattinata aveva portato all’attenzione dei colleghi “oggi, purtroppo, più preoccupati – ha detto – dalla fretta di comunicare per non prendere il buco che dal ricevere, poi, una smentita, ossia il peggior incubo per un giornalista”.
Nel libro, invece, al pari di uno spettacolo teatrale, è un continuo cambio di scena, peraltro senza alcuna sosta, e tutto ambientato su un crinale pericoloso. Non solo quello di Todi, paese familiare per l’autore, ma anche della natia Roma. La frenesia di una capitale a confronto della quiete di provincia? Nulla nel libro è scontato, alla guisa di un thriller. È un susseguirsi di confronti con gli estremi: la vita dimessa di Noè, il protagonista, con il lusso più sfrenato in cui suo malgrado viene a trovarsi, oppure la sua fede incrollabile, immutata seppur sia un sacerdote mancato, al cospetto di comunità di veggenti.
“Spero che questo thriller, caratterizzato da sfumature di fede, di religione e di miracoli, al limite del fanatismo, possa essere accolto bene a L’Aquila, città, di per sé, molto spirituale”, ha premesso Giovanni Grasso alla presentazione nel salone assemblee della Fondazione della Carispaq. Il presidente Fabrizio Marinelli lo ha introdotto parlando di un thriller avvincente, leggibilissimo e “che dispiace che termini presto”, tanto volano le 350 pagine accostandolo anche ad un romanzo di Umberto Eco.
Prima di fare la cronaca di venerdì pomeriggio, ho voluto leggere il libro di Giovanni Grasso e posso confermare l’affermazione del presidente sulla scorrevolezza della lettura ma azzardo un paragone con Angeli e Demoni di Dan Brown, anzi superiore per la padronanza lessicale dell’autore che, conseguita la maturità classica, si è laureato in lettere.




