EX FOCEIT, CONTINUA IL BLITZ AMBIENTALE: NUOVI SEQUESTRI E DENUNCE A PRATOLA PELIGNA
Non si ferma l’offensiva della Procura della Repubblica di Sulmona e dei Carabinieri Forestali sull’area dell’ex fabbrica Foceit. Un nuovo blitz, scattato nella mattinata di oggi, ha portato alla luce ulteriori prove di una gestione illecita di rifiuti pericolosi, aggravando pesantemente un quadro investigativo già critico.
Durante le operazioni odierne, i militari hanno rinvenuto una decina di sacchi colmi di eternit e amianto, materiali altamente nocivi per la salute pubblica e l’ecosistema. La scoperta segue a stretto giro quella di sabato scorso, quando all’interno di un cassone erano state individuate numerose lastre di eternit, facendo scattare l’apposizione di nuovi sigilli.
In pochi giorni di controlli serrati, il bilancio dell’attività degli inquirenti è imponente: sono stati sequestrati complessivamente circa mille metri cubi di terreno.
Tutto il materiale prelevato è stato trasferito presso la sede dell’Arpa Abruzzo. Spetterà ai tecnici dell’Agenzia regionale stabilire con esattezza la natura dei rifiuti e il loro livello di pericolosità; i risultati saranno determinanti non solo per il procedimento penale, ma anche per l’eventuale comminazione di sanzioni amministrative.
Parallelamente ai rilievi sul campo, l’attenzione degli investigatori si è concentrata sulla documentazione della ditta che opera attualmente nello scheletro dell’ex stabilimento e nella rimessa. La posizione dei due rappresentanti dell’impresa — due uomini di 40 e 52 anni originari di Frosinone — si è ulteriormente aggravata: entrambi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per violazione delle normative ambientali.
L’area dell’ex Foceit è ormai da tempo nel mirino della magistratura. Già nel 2024, un intervento dei Forestali aveva portato al sequestro di 1.500 metri cubi di area per la presenza di sostanze nocive e scarti pericolosi.
Quest’ultima operazione conferma la linea della “tolleranza zero” adottata dalla Procura di Sulmona nel contrasto allo smaltimento illecito, una minaccia costante per la sicurezza ambientale del territorio Peligno.




