ASSICURAZIONI “FANTASMA”, SCATTA LA RIVOLTA DEI RISPARMIATORI: IN 22 FIRMANO LA CLASS ACTION
Quello che sembrava un caso isolato si sta trasformando in un terremoto giudiziario tra il Molise e l’Abruzzo. Non sono più soli i primi denuncianti: nelle ultime ore, ventidue risparmiatori residenti tra le province di Isernia e Campobasso, lāAlto Sangro e la Valle Peligna, hanno deciso di unire le forze. Una vera e propria class action contro una coppia di assicuratori, madre e figlio di 57 e 33 anni, accusati di aver fatto sparire somme vertiginose attraverso un sistema di polizze “fittizie”.
Secondo quanto ricostruito dai legali dei ventidue sottoscrittori, il modus operandi seguito dai due agenti sarebbe stato sistematico. Il denaro versato dai clienti finiva regolarmente sul conto corrente dellāagenzia, fornendo unāiniziale parvenza di correttezza. Tuttavia, il “trucco” scattava un istante dopo: le polizze venivano stipulate e immediatamente annullate. Unāoperazione invisibile ai radar dellāAgenzia delle Entrate, che lasciava i risparmiatori privi di qualsiasi copertura assicurativa a loro insaputa.
LāentitĆ del danno stimato ĆØ pesante. Le somme sottratte oscillano tra i 100 e i 500 mila euro. Il caso emblematico resta quello del 66enne di Pettorano sul Gizio che, la scorsa settimana, ha trascinato la vicenda davanti alla Guardia di Finanza denunciando la sparizione di mezzo milione di euro.
Una versione, quest’ultima, che i due assicuratori respingono con forza. La difesa dei due agenti non solo sostiene che le polizze fossero regolarmente coperte, ma ribalta l’accusa, arrivando ad affermare che sarebbe stato lo stesso 66enne a truffare loro una somma di circa 40 mila euro.
Ma il fascicolo nelle mani della Procura non si ferma agli ammanchi di denaro. In un intreccio sempre più torbido, dall’inchiesta principale ne ĆØ scaturita una parallela per molestie sessuali. Al centro di questo filone ci sarebbe uno scambio di messaggi reciproci, ora al vaglio degli inquirenti, che dovranno stabilire la veritĆ in un clima di accuse incrociate che va ben oltre la semplice frode finanziaria.
I ventidue ricorrenti, intanto, non chiedono solo la restituzione del capitale, ma hanno dato mandato di procedere anche per il risarcimento dei danni morali e materiali.


