NEL PROTOCOLLO D’INTESA PRIMI RIMEDI PER GLI ECCESSI DELLA MOVIDA
Un protocollo d’intesa per frenare gli eccessi della movida. E’ stato il documento, elaborato dalla Prefettura in collaborazione con le associazioni di categoria, presentato stamane nell’aula consiliare di palazzo S.Francesco. Il documento coinvolge direttamente i gestori dei locali nella tutela della sicurezza nel centro storico. “Il senso di responsabilità di amministratori comunali, esercenti, residenti e forze dell’ordine è prioritario” ha sottolineato il sindaco Luca Tirabassi, aprendo l’incontro, richiamando tutte le parti interessate al dovere civico. Un principio ribadito dall’assessore Gianluca Giammarco, che ha parlato di “sicurezza partecipata”. A presentare la disiciplina prevista dal documento della Prefettura è stato il dirigente del Commissariato di Polizia, Rosa D’Amelio. Tra le misure previste spiccano l’installazione di sistemi di videosorveglianza all’esterno dei locali, il rispetto delle norme per la somministrazione di bevande alcoliche, il divieto di introdurre nei locali armi improprie, come coltelli o sostanze stupefacenti, evitare comportamenti molesti. La Prefettura terrà conto del pieno rispetto delle norme da parte dei gestori dei locali prevedendo premialità in caso di adozione di provvedimenti come la sospensione o la revoca della licenza. Osservazioni sono venute dal presidente dell’associazione “Dialoghi in corso” Massimo Di Paolo e da alcuni esercenti. Di Paolo ha puntato l’indice sulle omissioni riguardanti il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e di servizi, come ad esempio quelli dedicati al soccorso, che caratterizzano il protocollo. “Non vogliamo una città narcotizzata – ha precisato Di Paolo – ma una città bella, con comportamenti civili ed argini comportamentali da parte dei giovani e di tutti”. “E’ vero che i gestori di locali animano un’economia fragile – ha concluso – ma questo fatto non deve significare ingordigia”. Occorre quindi uno sforzo di tutti per limitare ogni eccesso della movida, che segna le nottate del venerdi e del sabato, garantendo sia il divertimento e l’intrattenimento nei locali e nelle strade del centro storico ma anche ordine e sicurezza, a tutela di tutti. Alcuni esercenti, al riguardo, hanno espresso l’urgenza di una maggiore vigilanza delle forze dell’ordine su quei locali dove è più elevato il rischio di disordini e dove già in passato, anche recente, sono avvenuti fatti gravi, che hanno avuto conseguenze giudiziarie ora in atto. La consigliera comunale Simona Fusco ha proposto anche di trasferire fuori dal centro storico eventi di intrattenimento musicale, da allestire in collaborazione tra gli stessi esercenti, così da attenuare l’impatto della movida sul centro storico. Una proposta presentata già in commissione. Nel corso dell’incontro nemmeno un cenno è stato fatto sulla necessità di coinvolgere le famiglie nella soluzione dei mali della movida. Famiglie che sarebbero chiamate anche a responsabilizzare i giovani e a collaborare attivamente nella prevenzione di condotte che pongono a rischio la sicurezza e la tranquillità in locali o lungo le strade del centro. All’incontro hanno preso parte anche la vice presidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia e le consigliere regionali Mariassunta Rossi e Antonietta La Porta.









Dov’è possibile recuperare online questo protocollo d’intesa?
Si resta volutamente sempre sul vago nell’indicarne i contenuti e le azioni.
Credo sia indispensabile informarne per primi i fruitori di questi locali e di conseguenza i loro genitori, nonché l’intera cittadinanza.
In primis vanno responsabilizzati i ragazzi e non lo si fa con la coercizione. Gli va impartita la capacità di auto regolarsi comportamento, sono giovani abbandonati a se stessi in una città agonizzante e qui si pensa alle telecamere, ai premi agli esercenti, alle pattuglie e alle ambulanze.
Create una ragione di vita in città per questi ragazzi, perché già sapete che andranno via per mancanza di lavoro, ma fin quando avete VOI di che mangiate il problema non esiste.
Basta raccontarVi frottole.
Agite nellinteresse della popolazione.
Non ne va fatto un uso riservato esclusivamente agli addetti ai lavori.
Il cittadino ha diritto di conoscere come si intende operare per arginare questo allarmante fenomeno, per verificare la validità delle azioni e la loro applicazione.
Siamo nel diritto di saperlo e voi di informarci.
Non siamo sudditi, ma liberi cittadini che vi hanno eletto per amministrarci al meglio è non per imbambolarci.
Subito un link del protocollo d’intesa, e che non sia “segretato” , ma ampiamente diffuso.
Trasparenza in questa città.
Non prendeteci più in giro!!!