COMUNE SULMONA, NOMINA DEL DIRIGENTE: LA MAGGIORANZA SI SPACCA SUL CASO DEL BANDO ANNULLATO
A Sulmona la scelta del nuovo dirigente della terza ripartizione (Urbanistica, Ambiente, Piano Regolatore Generale e gestione del Territorio), si trasforma in un caso politico capace di incrinare gli equilibri della maggioranza. Alla base della frattura cāĆØ la decisione della segretaria generale Franca Colella di annullare il primo bando, predisposto dalla dirigente Maurizia Di Massa, per avviare una nuova procedura che si ĆØ conclusa con la formazione di una graduatoria di merito.
Un passaggio tuttāaltro che neutro. Il primo avviso pubblico, infatti, era costruito secondo lo schema tipico degli incarichi fiduciari ex articolo 110 del TUEL: selezione comparativa, individuazione di candidati idonei e scelta finale rimessa alla discrezionalitĆ del sindaco, senza alcuna classifica. Una ārosaā di profili, non una graduatoria.
Lāannullamento di quellāimpostazione e la successiva pubblicazione di un nuovo bando hanno invece cambiato il quadro. La procedura ĆØ stata rimodulata introducendo criteri di valutazione più stringenti e, soprattutto, un punteggio finale che ha portato a stilare una graduatoria vera e propria tra i quattro candidati che hanno risposto al bando, due interni e due esterni.
Ć qui che si consuma la rottura politica. Una parte della maggioranza, contesta apertamente la scelta, ritenendola una deviazione sostanziale rispetto alla natura fiduciaria dellāincarico. Non solo: il fatto che il nuovo percorso abbia prodotto un vincitore invece di un elenco di papabili, ha fatto esplodere il malcontento, trasformando una questione amministrativa in uno scontro politico.
Nel mirino finisce proprio la decisione di azzerare il primo bando. Per i critici, quel passaggio ha segnato un cambio di rotta che ha finito per ridurre, nei fatti, il margine di scelta politica del sindaco, incanalandolo dentro un perimetro tecnico giĆ definito dalla graduatoria. Una situazione che altera lāequilibrio tra discrezionalitĆ e valutazione tecnica previsto dalla norma.
Dallāaltra parte, cāĆØ chi difende la scelta come un tentativo di rendere più oggettiva e trasparente la selezione, introducendo criteri misurabili e riducendo il peso della componente fiduciaria. Ma ĆØ proprio questo il punto di frizione: maggiore oggettivitĆ o snaturamento della procedura?
Ora la palla passa al sindaco Luca Tirabassi, chiamato a una decisione tuttāaltro che semplice. Formalmente la discrezionalitĆ resta nelle sue mani, ma politicamente il contesto ĆØ diventato incandescente. Scegliere il primo in graduatoria significherebbe certificare il nuovo impianto della procedura; discostarsene aprirebbe inevitabilmente un fronte di polemica sulla coerenza amministrativa.
Sul tavolo non cāĆØ solo una nomina, ma un nodo più profondo che riguarda il rapporto tra regole, trasparenza e indirizzo politico. E soprattutto la tenuta stessa della maggioranza, oggi attraversata da una frattura che rischia di allargarsi ben oltre questa vicenda.





Lāarea civica non ha ritegno o giustificazione.
Si erano giĆ spaccati politicamente ma adesso ĆØ chiaro che vogliono dettare legge.
Non bisogna cedere al bullismo o a ricatti politici a cui Gerosolimo e compagnia sono abituati.
pensate alle cose serie …che la cittĆ ĆØ allo sfacelo!