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TOMASSONI (GRUPPO MISTO): BENE LA RIAPERTURA DEL SAN FILIPPO, MA ANNI PERSI E FUTURA GESTIONE DA CHIARIRE

L’AQUILA – Con il completamento dell’iter amministrativo e il recupero funzionale della struttura, il Comune si appresta a inaugurare il Teatro San Filippo, un passaggio significativo che restituisce alla città uno storico spazio di aggregazione e un presidio culturale insostituibile per finalità sociali, culturali e turistiche, rimasto nel cuore di tutti gli aquilani.
E’ quanto dichiara il Consigliere del Gruppo Misto Alessandro TOMASSONI, che da sempre segue con particolare attenzione il recupero dei luoghi della cultura cittadini.
Tuttavia, non si può non rilevare come la città avrebbe potuto tornare a fruire di questo spazio già dal 2017, anno in cui i lavori di ristrutturazione furono sostanzialmente completati. Una maggiore tempestività nella definizione delle procedure burocratiche legate alla ratifica della convenzione gestionale tra Comune e FEC -il Fondo Edifici di Culto- proprietario dell’immobile (in realtà l’Amministrazione ne auspicava l’acquisizione) nonché le lungaggini relative all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’installazione delle poltrone e all’allestimento scenico, avrebbero consentito di anticiparne la riapertura, ciò anche alla luce delle risorse investite, circa 2,045 milioni di euro stanziati dal CIPE già dal 2012 (Delibera n.43), cui si sono aggiunte nell’immediatezza del sisma del 2009 donazioni per circa 1,3 milioni di euro da parte di artisti di rilievo, tra cui Mauro Pagani e Caterina Caselli.
Ora si apre il tema decisivo della gestione. In questa prospettiva – aggiunge – è essenziale adottare modelli inclusivi, capaci di garantire reale apertura, evitare concentrazioni e valorizzare una pluralità di soggetti, linguaggi e progettualità: è auspicabile che ciò avvenga attraverso un modello di gestione realmente partecipato, anche mediante procedure ad evidenza pubblica, che tenga conto di quelle tante associazioni culturali locali che, pur senza finanziamenti strutturali, operano da anni con continuità e radicamento sul territorio.
Una gestione aperta, dunque, in grado di valorizzare concretamente le competenze e professionalità presenti in città, che può diventare una leva strategica non solo sul piano artistico, ma anche su quello sociale, rafforzando partecipazione, cittadinanza attiva e coesione in una prospettiva di programmazione di lungo periodo e non limitata a questo grande evento.
Il Consigliere richiama inoltre una criticità sul piano della sensibilità istituzionale: sarebbe opportuno ( e doveroso) riconoscere pubblicamente il contributo di quanti hanno ideato, costruito e animato con dedizione quel luogo per diverso tempo, non limitandolo ad un semplice invito alla cerimonia di inaugurazione del 17 aprile: il riferimento è ai fondatori della Compagnia dell’Uovo, protagonisti della crescita e della valorizzazione del teatro, attraverso attività di qualità rivolte in particolare alle giovani generazioni, dal 1985 e fino all’ultima rassegna nell’aprile 2009 del premio teatrale “Scenario”.
In tal senso, sarebbe importante custodire e rendere visibile materialmente all’interno del Teatro la memoria di quel percorso, valorizzandone i risultati e riconoscendo l’impegno profuso dagli ideatori della Compagnia dell’Uovo e offrendo al contempo una testimonianza concreta del contributo dei numerosi artisti che, grazie a loro, si sono avvicendati sul palco per oltre vent’anni.
Perché la riapertura del Teatro San Filippo possa rappresentare davvero un passaggio strategico per il sistema sociale della città e non solo il recupero materiale di un altro edificio culturale, occorrono scelte lungimiranti e inclusive, capaci di consolidare nel tempo una rinascita concreta e sempre più condivisa — conclude il Consigliere comunale del Gruppo misto.

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