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TEATRO SAN FILIPPO. PIETRUCCI: NON SI CELEBRANO LE QUATTRO MURA SENZA RENDERE ONORE A COLORO CHE LE HANNO RESE VIVE

di Pierpaolo  Pietrucci 

L’AQUILA – Ho letto la lettera del Sindaco Biondi sulla riapertura del San Filippo. Una prosa impeccabile sulla “rinascita”, peccato che la letteratura, a volte, serva più a nascondere che a rivelare. Perché a leggere quelle righe sembra che il teatro sia diventato un’eccellenza per una sorta di miracolo collettivo, un minestrone dove “tutti hanno fatto tutto”. Ma la realtà è un’altra, e. prima degli anni ’70, quella chiesa ha ospitato tante piccole cose, ma restava un magazzino che viveva di episodi.  E non è un modo di dire.
Ecco cosa hanno fatto di unico e innovativo quelli de “L’Uovo” (tanto da divenire il PROTOTIPO ITALIANO di Teatro Innovativo per il Ministero del Turismo e dello Spettacolo:  hanno progettato una struttura d’acciaio che “galleggia” dentro la chiesa. Un’intuizione geniale che permetteva di montare luci e scenografie pesantissime senza mai toccare o danneggiare le mura barocche e gli affreschi; hanno creato un palco vivo, modulare che trasformava l’acustica difficile di una chiesa in un suono perfetto per la prosa. Domani Antonio Massena sarà alla conferenza stampa. Un invito che sa tanto di “contentino” istituzionale, di quelli che servono a lavarsi la coscienza per poi negare una targa. Sappiamo come vanno queste cose: sorrisi, foto di rito, ma nessuna possibilità di parlare davvero. Un invito al silenzio travestito da ospitalità. Non accontentatevi del racconto sulla “Fenice”. Non fatevi bastare il taglio del nastro. Abbiate il coraggio di chiedere perché si celebra il muro, ma si nasconde chi lo ha reso vivo. Chiedete di chi è il merito di quella “scatola magica” e perché la memoria dà così fastidio a questa Giunta comunale.
Fatelo per gli Aquilani, per tutti gli aquilani!

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