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FRANA SILVI. VERTICE IN COMUNE. LE NOVITA’ SULL’EMERGENZA NEGLI INTERVENTI DI MAURIZIO SCELLI E NICOLA SCIARRA

SILVI – Situazione frana Silvi vertice in Comune. A seguire gli interventi del direttore regionale dell’Agenzia di Protezione Civile Maurizio Scelli e del geologo professor Nicola Sciarra. Per risolvere l’emergenza ci vorranno ingenti risorse e interventi di messa in sicurezza straordinari.

INTERVENTO DI MAURIZIO SCELLIĀ 

Ā«Il Governo ha giĆ  previsto uno stanziamento economico destinato all’intero territorio abruzzese, con una quota specifica riservata alle comunitĆ  colpite da questa emergenza.

Le amministrazioni comunali sono giĆ  nelle condizioni di poter impegnare queste risorse. ƈ chiaro che ci saranno tempi tecnici per l’attuazione degli interventi, ma la normativa consente di attivare rapidamente le procedure necessarie per dare risposte concrete ai cittadini, in particolare a coloro che sono stati direttamente colpiti. Un elemento importante ĆØ rappresentato dal lavoro del Commissario Governativo Marco Marsilio, che ha giĆ  definito un quadro complessivo delle risorse necessarie per affrontare l’emergenza in tutte le sue fasi: nell’immediato, nel medio periodo e nella fase di ricostruzione. Il 29 aprile ĆØ previsto un incontro a Roma, presso il Dipartimento nazionale, al quale parteciperanno il Presidente Marsilio, il direttore generale della Regione vincenzo Rivera e il team tecnico, inclusi i professionisti incaricati. SarĆ  un momento fondamentale per ottenere indicazioni ancora più precise e operative.Ā»

INTERVENTO NICOLA SCIARRA, GEOLOGOĀ 
«Per quanto riguarda la situazione delle strade e del territorio, è necessario distinguere bene i diversi scenari.

Nella parte alta, il problema principale non ĆØ una frana strutturata, ma la presenza di massi instabili. Parliamo di blocchi anche di dimensioni significative che, in caso di distacco, rappresentano un pericolo concreto per persone e mezzi.

Al momento, su queste aree non sono ancora previste opere definitive, perchƩ siamo in una fase di monitoraggio: dobbiamo prima comprendere con esattezza il comportamento dei versanti e degli edifici sovrastanti. Intervenire senza un quadro chiaro significherebbe rischiare interventi inefficaci o non adeguati.

Diverso è il discorso per la frana principale, quella situata a valle. Si tratta di un fenomeno ancora attivo, in movimento. Finché non si raggiunge una fase di stabilizzazione, non è possibile eseguire nemmeno le indagini più approfondite, come i sondaggi nel corpo di frana, che servono a determinarne la profondità e a progettare interventi strutturali.

Gli interventi futuri saranno necessariamente complessi: parliamo di opere profonde, come sistemi di drenaggio o pozzi per l’estrazione delle acque che hanno innescato il movimento. Solo dopo queste analisi sarĆ  possibile stimare con precisione anche i costi.

Per quanto riguarda la strada provinciale, ĆØ ragionevole pensare a una ricostruzione, ma non con interventi ordinari: servirĆ  una progettazione importante, probabilmente un’opera speciale.

Nel frattempo, sono stati installati sistemi di monitoraggio: sensori e rilevatori sugli edifici più esposti e sull’unica abitazione rimasta a ridosso della frana. I dati attuali indicano una situazione sostanzialmente stabile, ma il controllo ĆØ continuo.

La priorità resta la sicurezza: finché non si interviene sui massi instabili e non si ha un quadro completo della frana, il rischio residuo rimane. Tuttavia, se tutti i soggetti coinvolti continueranno a lavorare in maniera coordinata, è realistico pensare che già nei prossimi mesi si possano ottenere risultati concreti.»

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