CONCORSO ASL: GLI IDONEI ALZANO LA VOCE
Concorso Asl, gli idonei alzano la voce: “Graduatoria criptata e futuro incerto, serve trasparenza”
L’AQUILA – Non solo il destino dei precari, ma anche quello di centinaia di candidati che hanno superato un concorso pubblico e oggi chiedono risposte. È su questo doppio binario che si muove la presa di posizione del gruppo degli idonei alla selezione indetta dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila per 53 assistenti amministrativi, una vicenda che torna al centro del dibattito con nuove richieste di chiarezza e trasparenza.
A rappresentare il gruppo è l’avvocato Giuseppe De Matteis, anche lui tra gli idonei, che punta il dito su un aspetto ritenuto particolarmente critico: la graduatoria generale, che per sua natura dovrebbe essere pubblica, è stata resa di fatto non consultabile, “criptata” – sostengono – in nome della privacy, con un effetto che però finisce per incidere sulla trasparenza dell’intera procedura.
Una scelta che, secondo gli idonei, rischia di alimentare incertezza e sfiducia. Nella graduatoria risultano circa 700 persone che, pur avendo superato la selezione, non hanno oggi strumenti chiari per comprendere la propria posizione reale e le eventuali possibilità di scorrimento.
Ad oggi, spiegano dal gruppo, le assunzioni effettuate sono state complessivamente 68: le 53 inizialmente previste dal bando e ulteriori 15 unità reclutate attraverso una delibera successiva. Numeri che riaccendono l’attenzione sulle prospettive future della graduatoria e sulle modalità con cui l’azienda sanitaria intende procedere.
Il nodo, però, non è soltanto tecnico. Nella nota si coglie anche un passaggio più politico: mentre il confronto istituzionale si concentra in larga parte sulla stabilizzazione dei lavoratori precari impiegati tramite cooperative o agenzie interinali, gli idonei rivendicano di non voler restare ai margini del dibattito. “Anche noi ci siamo”, è il messaggio che accompagna la loro presa di posizione.
Il gruppo chiarisce di non voler alimentare contrapposizioni tra lavoratori, evitando quella che definisce una “lotta tra poveri”. Tuttavia, sottolinea come la tutela dei precari non possa tradursi in una penalizzazione di chi ha affrontato e superato un concorso pubblico, investendo tempo e risorse nella preparazione.
A sostegno delle proprie ragioni vengono richiamati i principi sanciti dall’articolo 97 della Costituzione e dal decreto legislativo 165 del 2001, che individuano nel concorso pubblico la modalità ordinaria di accesso alla Pubblica amministrazione. Da qui l’invito a non svuotare di significato una graduatoria regolarmente formata, nel rispetto dei criteri di imparzialità e meritocrazia.
Le richieste rivolte agli organi competenti sono puntuali: sapere se altre amministrazioni possano attingere alla graduatoria, se la Asl abbia già avviato ulteriori scorrimenti oltre le assunzioni effettuate e quale sia la sorte dei contratti attivati tramite agenzie interinali, in particolare se siano stati prorogati.
In filigrana emerge una domanda più ampia, che riguarda il rapporto tra trasparenza amministrativa e tutela della privacy. Per gli idonei, la “criptazione” della graduatoria rappresenta un elemento critico che merita di essere chiarito, perché incide direttamente sulla possibilità di verificare il corretto andamento della procedura.
Il quadro resta aperto. Accanto alla vertenza dei precari, prende corpo quella degli idonei: due fronti che si intrecciano e che ora chiedono risposte, con un punto fermo ribadito dal gruppo – non restare invisibili.




