SULMONA, RISSA NEL WEEKEND DELLA SETTIMANA SANTA: SCATTANO LE PRIME DENUNCE
Il bilancio giudiziario della notte di follia che ha sconvolto il centro storico tra Giovedì e Venerdì Santo inizia a delinearsi. Sono state depositate le prime denunce di parte che vedono coinvolti due giovani sulmonesi di circa 25 anni, già deferiti all’autorità giudiziaria. L’accusa contestata è di minaccia aggravata dall’uso di armi: nello specifico, una transenna stradale sradicata e utilizzata come corpo contundente durante i violenti scontri.
L’identificazione dei due venticinquenni è solo il primo passo di un’indagine più ampia condotta da Polizia e Carabinieri. Gli inquirenti hanno incrociato le immagini del sistema di videosorveglianza comunale con i numerosi filmati amatoriali circolati in rete, che ritraggono diverse fasi della colluttazione.
Il punto più critico dell’inchiesta riguarda però il movente. Si fa strada con forza l’ipotesi dell’odio razziale: secondo le prime testimonianze, la miccia che ha scatenato la “spedizione punitiva” sarebbe stata un insulto discriminatorio («Negro di m…») rivolto a un giovane egiziano. Da lì, la situazione è degenerata rapidamente con il coinvolgimento di altri connazionali del ragazzo (egiziani, tunisini e nordafricani) e un gruppo di giovani locali, molti dei quali in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol.
La scia di violenza non ha risparmiato l’arredo urbano, trasformando le piazze del centro in un campo di battaglia. Il bilancio dei danni è pesante: venti mastelli della raccolta differenziata distrutti, segnaletica stradale abbattuta, un furgone di un imprenditore locale gravemente danneggiato ed un ferito grave. Si tratta di un ospite di una struttura d’accoglienza ha riportato la rottura permanente di un dente.
In risposta agli eventi, il prefetto Vito Cusumano ha disposto un presidio straordinario del territorio. Durante l’ultimo fine settimana, quattro pattuglie dei Carabinieri hanno sorvegliato costantemente le aree della movida. Sebbene i primi controlli non abbiano evidenziato criticità, l’allerta resta massima in vista della Festa dei Fuochi e del ponte del 25 aprile.
Il sindaco Luca Tirabassi ha già annunciato un’ulteriore stretta: i controlli saranno intensificati, con una tolleranza zero sul rispetto degli orari per la somministrazione di alcolici, nel tentativo di restituire decoro e sicurezza a un centro storico ancora scosso da una violenza senza precedenti.



Perché il tutto mi fa pensare al solito finale tutto taralluci e vino?
I “nostri” “bravi ragazzi”, gli altri “povere vittime istigate” e in mezzo la brava gente che si vede costretta a vivere questo degrado. Se non si è pronti all’accoglienza, se non esiste integrazione perché da entrambi i lati non c’è formazione culturale, etica ed empatica a riguardo, la formula più semplice quale è?