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RAPINA IN VIA AVEZZANO: DOPO 13 ANNI ARRIVA LA PAROLA FINE

Rapina violenta in via Avezzano, dopo 13 anni arriva la parola fine: Morelli in carcere

Dopo tredici anni di attese, ricorsi e nuovi passaggi in aula, si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria legata alla violenta rapina avvenuta il 20 agosto 2013 in via Avezzano, a Sulmona. La Corte di Cassazione ha infatti respinto l’ultimo ricorso presentato dalla difesa sull’esecuzione della pena, rendendo definitiva la condanna per Claudio Morelli, 49enne di Avezzano, che ĆØ stato quindi rinchiuso nel carcere di Chieti, dove sta scontando anche altre pendenze.

I fatti risalgono a una serata trascorsa tra eccessi e alcol, che vide coinvolti Morelli e un uomo di Sulmona. I due, dopo aver passato del tempo insieme alla vittima e averla convinta a seguirli in un night club, decisero di rapinarla. Attesero che rientrasse nella sua ex abitazione, una palazzina popolare di via Avezzano, per entrare in azione.

Non appena l’uomo varcò l’androne del palazzo, fu aggredito e brutalmente picchiato. I rapinatori gli strapparono con violenza una collana in oro del valore di migliaia di euro, tentando anche di sottrargli altri monili, tra cui alcuni bracciali.

Le indagini furono condotte dalla squadra anticrimine della polizia e coordinate dal sostituto commissario Daniele L’Erario. In meno di un mese si arrivò all’arresto dei responsabili.

L’iter giudiziario, però, ha conosciuto una svolta significativa nel 2019, quando la Corte di Cassazione annullò le precedenti sentenze per una violazione procedurale legata alla tutela delle garanzie dell’imputato. Il processo venne quindi rinviato al Tribunale di Sulmona, dove ĆØ ripreso nel 2023.

All’esito del nuovo giudizio, Morelli ĆØ stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione, pena poi ridotta a 4 anni in Appello e infine confermata in via definitiva dalla Cassazione. Nei mesi scorsi la difesa aveva tentato un ulteriore ricorso contro l’esecuzione della pena, sollevando nuove questioni procedurali, ma anche questo ĆØ stato respinto dai giudici capitolini.

Si chiude così una vicenda giudiziaria lunga e complessa. Per il 49enne si sono aperte le porte del carcere: la pena è ora in corso di esecuzione.

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