IL “METODO QUIRINALE” APPRODA ALL’AQUILA: GIOVANNI GRASSO ALL’EMICICLO PER IL FUTURO DELL’INFORMAZIONE PUBBLICA
Come cambia il racconto delle istituzioni nell’era dei nuovi media? Qual è il confine tra informazione di servizio e comunicazione politica? A queste domande cercherà di rispondere il seminario di alto profilo promosso dal consiglio regionale dell’Abruzzo, che il prossimo 17 aprile ospiterà nella sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila un protagonista d’eccezione: Giovanni Grasso.
Il portavoce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, punto di riferimento della comunicazione istituzionale italiana, sarà l’ospite d’onore di una giornata dedicata all’analisi della deontologia e delle nuove sfide normative per chi opera negli uffici stampa pubblici.
Il programma: tra deontologia e sfide digitali
Il convegno, organizzato in sinergia con l’Ordine dei giornalisti e la conferenza delle assemblee legislative, si aprirà alle ore 10 con i saluti del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, affiancato da Donato Robilotta (direttore generale della conferenza) e Marina Marinucci (presidente Odg Abruzzo).
I lavori si articoleranno in due blocchi tematici:
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La norma e la prassi: il primo panel, moderato da Nunzio Maria De Luca, vedrà gli interventi del giurista Ruben Razzante e di esperti del settore come Aurelio Biassoni, Stefano Pallotta e Katia Scolta. Al centro del dibattito, la riforma della comunicazione pubblica e il delicato equilibrio della par condicio.
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Il territorio si confronta: la seconda parte darà voce alla stampa locale. Sotto la guida di Marina Marinucci, le firme di punta del giornalismo abruzzese — Stefano Dascoli (Il Centro), Marco Signori (Il Messaggero) e Berardino Santilli (Ansa/Abruzzoweb) — analizzeranno il rapporto quotidiano tra redazioni e palazzi del potere.
La chiusura affidata alla voce del Colle
Il momento più atteso è previsto in chiusura dei lavori (fissati per le 13.30), quando Giovanni Grasso prenderà la parola. La sua testimonianza offrirà uno sguardo privilegiato sulla gestione della comunicazione della massima carica dello Stato, rappresentando un esempio di sintesi tra rigore giornalistico e servizio istituzionale.





